LIGURIA
L'estate della disciplina: le destinazioni costiere frenano i turisti scorretti
Varenna sul Lago di Como multa i turisti a torso nudo. Lungo la Riviera ligure cresce la tensione tra accoglienza turistica e decoro urbano
Marina Doria1,024 wordsEdition №42sabato 11 luglio 2026 — Edizione № 42
Varenna, un villaggio di pescatori sul Lago di Como, ha imposto sanzioni fino a 200 euro per chi circola a torso nudo o in costume da bagno, secondo quanto riportato dal Guardian. Le autorità locali affermano che l'ordinanza rappresenta l'ultimo tentativo di una destinazione turistica italiana di reprimere il comportamento scorretto dei visitatori. La decisione arriva mentre un numero crescente di città italiane impone regole su abbigliamento e comportamento durante l'estate.
La mossa di Varenna riflette una tensione più ampia che attraversa le destinazioni costiere e lacustri italiane: come conciliare il flusso turistico estivo con il mantenimento del decoro urbano e della qualità della vita per i residenti. The Local Italy ha riferito che un numero crescente di città in tutta Italia sta prendendo di mira i turisti indisciplinati, con più autorità locali che mai che impongono regole questa estate.
Per la Liguria, questa tendenza pone questioni simili. La Riviera ligure attrae milioni di visitatori ogni anno, concentrati soprattutto nei mesi estivi. I centri storici di Portovenere, Vernazza e altri borghi del patrimonio costiero affrontano pressioni analoghe: preservare il carattere e l'ordine urbano mentre accolgono volumi di turismo mai visti prima. Le ordinanze come quella di Varenna indicano che le amministrazioni locali stanno cercando di stabilire confini più chiari su cosa sia accettabile comportamento turistico.
Varenna, un villaggio di pescatori sul Lago di Como, ha imposto sanzioni fino a 200 euro per chi circola a torso nudo o in costume da bagno, secondo quanto riportato dal Guardian nella settimana scorsa.
L'articolo osserva che le amministrazioni locali stanno cercando di stabilire confini più chiari su cosa sia accettabile comportamento turistico nei centri urbani.
Per la Liguria, questa tendenza pone questioni simili e urgenti. I centri storici di Portovenere, Vernazzo, Camogli e altri borghi del patrimonio costiero affrontano pressioni analoghe: preservare il carattere e l'ordine urbano mentre accolgono volumi di turismo mai visti prima.
La questione del decoro urbano e del comportamento turistico non è nuova per la Liguria. I borghi della Riviera, in particolare quelli inseriti in patrimoni dell'UNESCO come Cinque Terre e Portovenere, hanno dovuto affrontare per anni il conflitto tra la preservazione del tessuto urbano storico e le esigenze di accoglienza turistica. Le amministrazioni locali hanno sperimentato varie strategie: accesso controllato, biglietti di ingresso, limitazioni di capienza, regolamenti su abbigliamento e comportamento.
Genova stessa, con la sua Lanterna e il porto antico, ha dovuto affrontare questioni simili. Il centro storico genovese, uno dei più grandi d'Europa, attrae turisti che spesso non rispettano i ritmi della vita urbana quotidiana. La coesistenza tra residenti e visitatori rimane una sfida costante per le amministrazioni.
L'ordinanza di Varenna è significativa perché rappresenta un escalation nel controllo. Non si tratta solo di limitare l'accesso o di imporre biglietti di ingresso, ma di regolamentare attivamente il comportamento e l'abbigliamento dei visitatori. Una multa di 200 euro è una sanzione significativa, che segnala una determinazione delle autorità locali a far rispettare gli standard di decoro.
Questa strategia pone però domande sul diritto dei visitatori e sulla proporzionalità delle sanzioni. The Local Italy ha riportato che le autorità di Varenna affermano che la misura è necessaria per proteggere il carattere del villaggio, ma non è chiaro se altre destinazioni della Riviera ligure seguiranno questo esempio. La questione rimane controversa: fino a che punto una comunità può imporre regole di comportamento ai visitatori?
Per i comuni liguri, l'esperienza di Varenna potrebbe servire come caso di studio. Alcuni amministratori potrebbero vedere in essa un modello per affrontare il turismo di massa non regolamentato; altri potrebbero ritenere che le sanzioni siano controproducenti dal punto di vista dell'immagine turistica. La Liguria, che dipende in larga misura dal turismo estivo, deve bilanciare l'esigenza di preservare il decoro urbano con il desiderio di non alienare i visitatori.
La situazione è complicata dal fatto che il turismo è una fonte cruciale di reddito per molti comuni liguri. Una campagna aggressiva contro il comportamento scorretto dei turisti potrebbe scoraggiare visitatori e ridurre il gettito turistico. D'altra parte, il deterioramento della qualità della vita per i residenti a causa del turismo di massa incontrollato è già un problema reale in molte destinazioni costiere.
Secondo The Local Italy, il problema del comportamento scorretto dei turisti non è limitato alla Liguria o al Lago di Como. È un fenomeno che colpisce molte destinazioni italiane popolari. L'articolo cita vari comuni che stanno implementando regole più rigorose, suggerendo che le amministrazioni locali vedono il controllo del comportamento turistico come una priorità crescente.
Per la Liguria, la sfida è particolare. Molti dei comuni costieri sono piccoli e hanno una capacità amministrativa limitata. Implementare e far rispettare ordinanze su abbigliamento e comportamento richiede risorse significative, personale e, potenzialmente, conflitti con i visitatori. Non è chiaro se i piccoli comuni della Riviera abbiano le risorse per una campagna di applicazione della legge simile a quella di Varenna.
Un'altra considerazione è la percezione internazionale. La Liguria è una destinazione turistica internazionale, e una reputazione di rigore eccessivo verso i visitatori potrebbe danneggiare l'immagine della regione. I turisti internazionali potrebbero scegliere destinazioni alternative se percepiscono che le norme di comportamento sono eccessivamente restrittive.
Nel frattempo, la questione del turismo di massa rimane una priorità per le autorità liguri. Il numero di visitatori continua a crescere, e i comuni devono trovare modi per gestire questo flusso senza compromettere la qualità della vita per i residenti o il carattere dei loro centri storici. Le ordinanze su abbigliamento e comportamento rappresentano un approccio, ma potrebbero non essere la soluzione completa.
La Liguria potrebbe considerare approcci alternativi o complementari: limitazioni di capienza, biglietti di ingresso, campagne di sensibilizzazione sui comportamenti appropriati, investimenti in infrastrutture per gestire meglio i flussi turistici. L'esperienza di Varenna suggerisce che il controllo del comportamento è una parte della soluzione, ma non l'unica.
In definitiva, la questione del decoro urbano e del comportamento turistico riflette una tensione fondamentale nel turismo moderno: come accogliere visitatori senza sacrificare la qualità della vita per i residenti e il carattere dei luoghi. Per la Liguria, che dipende dal turismo ma vuole anche preservare la sua identità, questa tensione rimane irrisolta e probabilmente continuerà a definire i dibattiti politici locali negli anni a venire.
