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MOLISE

Il divieto dei panini al sacco divide l'Italia costiera

Dai beach club privati del Lazio alla costa molisana, cresce lo scontro tra resort e bagnanti comuni

Antonio Petrella635 wordsEdition №43domenica 12 luglio 2026 — Edizione № 43

Un bambino che ha mangiato un panino fatto in casa contrabbandato ha scatenato l'ultimo scontro sui resort privati italiani, secondo il Guardian. Mentre si avvicina l'ora di pranzo a Il Tirreno, un beach club privato a Montalto di Castro sulla costa del Lazio, Beatrice Bordo, seduta all'ombra di un ombrellone blu, apre una fetta di pizza. Un pranzo al sacco.

La vicenda riflette una tensione più ampia che percorre le coste italiane: la privatizzazione degli arenili e l'imposizione di regole sempre più rigide sui comportamenti dei bagnanti. I beach club privati, scrive il Guardian, stanno imponendo divieti sui pranzi al sacco per spingere i clienti a consumare nei loro bar e ristoranti, dove i prezzi sono significativamente più alti.

Per il Molise, che ha 37 chilometri di costa adriatica e una tradizione di turismo balneare meno intenso rispetto alle regioni meridionali, la tendenza rappresenta una sfida futura. La costa molisana rimane ancora largamente pubblica e accessibile, ma la pressione commerciale cresce ogni estate.

Il Guardian ha documentato come i beach club privati stiano espandendosi lungo le coste del Lazio e della Campania, occupando sempre più spazio pubblico attraverso concessioni governative. Questi spazi privati impongono regole su abbigliamento, comportamento e consumo di cibo, creando di fatto due categorie di vacanzieri: i ricchi che possono permettersi i prezzi dei resort, e i comuni che cercano di risparmiare portandosi il cibo da casa.

La pratica non è nuova, ma sta diventando sempre più aggressiva. Secondo il corrispondente del Guardian, alcuni beach club hanno iniziato a controllare attivamente gli ombrelloni per verificare che i bagnanti non abbiano portato cibo dall'esterno. Alcuni hanno persino multato i clienti che violano il divieto.

Nel Molise, la situazione rimane diversa. Le spiagge di Termoli, Campomarino e Petacciato mantengono ancora un carattere misto, con zone pubbliche e private che coesistono. Ma gli imprenditori locali osservano con attenzione quello che accade nelle regioni più ricche e turistiche, vedendo in quei modelli una possibile strada per aumentare i margini di profitto.

Il Guardian cita anche il fenomeno più ampio dei divieti ai turisti turbolenti. Secondo The Local Italy, un numero crescente di città in tutta Italia sta prendendo di mira i turisti turbolenti, con più autorità locali che mai che impongono regole sull'abbigliamento e il comportamento questa estate. Varenna, sul Lago di Como, ha iniziato a multare i turisti in costume che camminano per il paese. Altre città hanno vietato di mangiare per strada o di sedersi nei luoghi pubblici.

Questa escalation di controlli e restrizioni rappresenta una frattura nella concezione italiana del bene pubblico. Le spiagge, per legge, appartengono allo Stato italiano, e l'accesso dovrebbe essere garantito a tutti. Ma le concessioni governative ai privati hanno creato una zona grigia dove i diritti pubblici vengono progressivamente erosi.

Per il Molise, il rischio è duplice. Da una parte, l'espansione dei beach club privati potrebbe erodere l'accesso pubblico alle spiagge, trasformando la costa in una risorsa riservata ai ricchi. Dall'altra, le restrizioni comportamentali potrebbero scoraggiare il turismo di massa che, pur essendo modesto rispetto a altre regioni, rimane importante per l'economia costiera molisana.

Il Guardian sottolinea che questa tendenza riflette una più ampia disuguaglianza economica in Italia. Mentre il nord e le aree turistiche ad alta densità si privatizzano e si elitarizzano, il sud e le regioni meno visitate rimangono pubbliche ma economicamente marginalizzate. Il Molise, ancora una volta, si trova nel mezzo: non abbastanza ricco per attrarre investimenti privati massicci, ma abbastanza vulnerabile da poter essere trascinato in questa dinamica se non vigila.

La vicenda del panino a Montalto di Castro, quindi, non è una semplice aneddoto di cortesia balneare. È un sintomo di una trasformazione più profonda del rapporto tra cittadini, proprietà e diritti pubblici in Italia. E il Molise, come sempre, osserva da lontano, sapendo che prima o poi il modello arriverà anche qui.

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