VENETO
Turisti del krapfen assediano le Dolomiti, le comunità alpine protestano
Centinaia di persone si accalcano al rifugio Friedrich August per un dolce cremoso, riaccendendo il dibattito sul turismo guidato dai social
Tommaso Veronese832 wordsEdition №91sabato 22 agosto 2026 — Edizione № 91
Centinaia di persone hanno invaso una baita di montagna nelle Dolomiti italiane, non per le viste panoramiche ma alla ricerca di una pasticceria cremosa, riacutizzando il dibattito sul turismo guidato dai social media. Secondo il Guardian, i video degli influencer hanno attirato enormi code al rifugio Friedrich August, un luogo panoramico che ora è diventato meta di pellegrinaggio per i golosi.
Le comunità alpine locali hanno protestato contro l'ondata di visitatori, che arrivano in massa per assaggiare il dolce reso famoso online. Il fenomeno, già visto in altre località italiane, solleva interrogativi sulla sostenibilità del turismo di massa nelle zone montane più fragili.
Il rifugio, che un tempo era un punto di sosta per escursionisti e alpinisti, si trova ora ad affrontare una pressione senza precedenti. I residenti temono che la trasformazione in attrazione social possa danneggiare l'ecosistema locale e la qualità della vita.
Il fenomeno del rifugio Friedrich August, come riportato dal Guardian, non è un caso isolato. Negli ultimi anni, le Dolomiti — patrimonio mondiale dell'UNESCO — hanno assistito a un crescente numero di visitatori attratti da mete rese virali sui social media, spesso a scapito dell'esperienza escursionistica tradizionale.
I video degli influencer mostrano il dolce cremoso in primo piano, con le cime dolomitiche sullo sfondo, creando un'immagine che ha scatenato la curiosità di migliaia di utenti. Il risultato, secondo la stampa estera, sono code che si snodano per ore lungo i sentieri, con visitatori che non sempre sono attrezzati per l'escursionismo in montagna.
Le comunità alpine del Veneto e dell'Alto Adige, che condividono il massiccio delle Dolomiti, hanno espresso preoccupazione per l'impatto di questo turismo improvviso. I sentieri, progettati per un numero limitato di escursionisti, si ritrovano sovraffollati, con conseguenze per la sicurezza e per l'ambiente.
Il dibattito richiama alla mente episodi simili in altre parti d'Italia, dove luoghi un tempo tranquilli sono stati presi d'assalto dopo essere apparsi in video virali. La differenza, sottolineano i critici, è che in montagna i rischi sono maggiori: sentieri impervi, condizioni meteorologiche variabili e la necessità di una preparazione adeguata.
Il Guardian cita le proteste delle comunità locali, che chiedono misure per gestire i flussi turistici. Alcune proposte includono limitazioni all'accesso, prenotazioni obbligatorie e una maggiore informazione sui sentieri. Tuttavia, trovare un equilibrio tra l'economia locale, che beneficia del turismo, e la tutela del territorio resta una sfida complessa.
Dal punto di vista della redazione Veneto, la questione tocca un nervo scoperto: il Veneto vive di turismo, ma la sua sostenibilità è messa in discussione proprio dai fenomeni più estremi. Venezia, con i suoi flussi giornalieri di visitatori, è l'esempio più noto, ma le Dolomiti venete stanno vivendo una pressione analoga, seppur su scala diversa.
Il rifugio Friedrich August si trova in Alto Adige, ma è raggiungibile anche da sentieri che partono dal Veneto, ed è parte di un ecosistema alpino condiviso. Le preoccupazioni dei residenti altoatesini trovano eco nelle valli bellunesi e nella provincia di Treviso, dove il turismo montano è una risorsa economica fondamentale.
La stampa estera ha notato come il fenomeno del 'turismo del krapfen' — il dolce in questione — sia sintomatico di una tendenza più ampia: i social media stanno ridefinendo le destinazioni turistiche, spesso in modo imprevedibile. Luoghi che non erano nelle guide turistiche tradizionali diventano mete ambite nel giro di pochi giorni.
Per le comunità alpine, la sfida è duplice: gestire l'emergenza immediata delle code e dei sovraffollamenti, e pianificare a lungo termine per evitare che il fenomeno si ripeta. Alcuni comuni stanno valutando di investire in infrastrutture per accogliere meglio i visitatori, ma i fondi sono limitati.
Il Guardian riferisce che i gestori del rifugio hanno dovuto aumentare il personale per far fronte alla domanda, ma anche loro sono consapevoli che la situazione non è sostenibile. La qualità dell'esperienza, sia per i turisti che per gli escursionisti tradizionali, rischia di deteriorarsi.
La vicenda del rifugio Friedrich August è un monito per l'intero arco alpino italiano. Mentre il turismo estivo in montagna è in crescita, le infrastrutture e i sentieri non possono essere ampliati all'infinito senza compromettere il paesaggio che i visitatori vengono ad ammirare.
Le amministrazioni locali, dal canto loro, si trovano a dover bilanciare interessi contrastanti: i commercianti che beneficiano dell'afflusso di turisti, i residenti che vedono la loro quotidianità sconvolta, e gli ambientalisti che chiedono tutele più stringenti. È un equilibrio delicato, che richiede soluzioni innovative.
Nel frattempo, le code continuano a formarsi ogni giorno, e il fenomeno non mostra segni di rallentamento. La domanda che i giornali stranieri si pongono è se questo sia un episodio passeggero o se rappresenti il futuro del turismo alpino. La risposta, probabilmente, dipenderà dalla capacità delle comunità locali di adattarsi.
Per chi scrive dalla laguna, la scena delle Dolomiti assediate dai turisti del krapfen ha un che di paradossale: montagne maestose, simbolo di silenzio e natura, ridotte a scenografia per un dolce. È una storia che dice molto su come il mondo consuma oggi l'Italia — e su quanto poco, a volte, ne rispetti l'essenza.
