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MOLISE

Turner torna a Roma, e il Molise guarda il quadro che non ha mai avuto

Il dipinto di Roma dall'Aventino, definito il 'grande atto d'amore' dell'artista per la città, va all'asta dopo quasi duecento anni

Antonio Petrella564 wordsEdition №131mercoledì 30 settembre 2026 — Edizione № 131

Un dipinto di Roma di JMW Turner, descritto come il suo 'grande atto d'amore' per la città, è tornato brevemente nella capitale dopo quasi duecento anni e andrà all'asta nel Regno Unito, secondo il Guardian.

L'opera, Roma dal Monte Aventino, visiterà anche Hong Kong e New York prima della vendita. Il giornale britannico prevede che possa stabilire un nuovo record.

Il quadro raffigura la città vista da uno dei suoi colli, con lo sguardo di un artista straniero che dell'Italia ha fatto una ragione di vita.

Per il Molise, che non compare in nessuna tela di Turner e non ha mai attirato il Grand Tour, la notizia è un promemoria: il patrimonio italiano si valorizza quando qualcuno lo guarda da fuori.

Il Grand Tour settecentesco, di cui Turner fu un erede tardivo, aveva un itinerario preciso: Roma, Napoli, Firenze, Venezia. Il Molise restava fuori dalle mappe dei viaggiatori, e questa assenza ha pesato sulla sua storia economica e culturale.

Il Guardian descrive il dipinto come un omaggio alla città eterna, un atto d'amore di un pittore inglese che a Roma tornò più volte. La formula dice molto su come la stampa estera racconta l'Italia: come un oggetto di desiderio da guardare e, all'occasione, da comprare.

La traiettoria dell'opera, da Roma a Hong Kong a New York fino all'asta britannica, segue la geografia del mercato dell'arte contemporaneo, non quella dei luoghi dipinti. Il quadro viaggia, la città resta.

Il Molise ha un rapporto diverso con il proprio patrimonio. Qui i beni culturali sono spesso poco conosciuti, poco finanziati e difficili da raggiungere: borghi abbandonati, chiese romaniche in campagna, tratturi che nessuna tela ha mai immortalato.

Se un Turner di Roma può valere un record d'asta, la domanda che arriva dal Sud interno è un'altra: quanto vale un paesaggio che nessuno ha mai dipinto? La risposta, secondo la logica del mercato, è poco.

Il turismo culturale internazionale, però, ha cominciato a guardare anche altrove. Le aree interne italiane sono diventate oggetto di reportage esteri sulla depopolazione e sul patrimonio in rovina, un filone che il Guardian e altri giornali coltivano da anni.

Il caso Turner mostra il meccanismo dall'altro lato: un artista straniero rende celebre un luogo. Roma non aveva bisogno di Turner per essere Roma, ma il dipinto aggiunge un capitolo alla sua fama internazionale.

Per il Molise, la lezione è indiretta ma reale. La visibilità internazionale di un territorio passa spesso attraverso lo sguardo di chi viene da fuori: un fotografo, un archeologo, un viaggiatore. Senza quello sguardo, il patrimonio resta invisibile anche a chi ci vive.

Il Guardian non manca di sottolineare il valore commerciale dell'opera, che dovrebbe battere ogni record per un Turner. È una cifra che difficilmente troverà confronto nei bilanci culturali di una regione come questa.

Resta il fatto che il quadro torna a Roma solo brevemente, in transito verso le sale d'asta. La città lo vede, poi lo perde di nuovo: un prestito, non un ritorno.

Il Molise conosce bene questa dinamica. Molti dei suoi pezzi migliori sono in musei lontani, o semplicemente non sono mai stati catalogati. La storia dell'arte italiana si scrive spesso altrove.

La vendita dirà quanto il mondo è disposto a pagare per una veduta di Roma. Per la regione più piccola del paese, la domanda che resta aperta è come si costruisce valore attorno a un paesaggio che nessuno ha ancora imparato a guardare.

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