LAZIO
I bambini ucraini che non vogliono tornare: la storia dal Nord arriva a Roma
Il Guardian racconta i minori evacuati nel 2022 e ospitati in Italia. Kyiv li richiama, molti resistono. Il caso interroga il governo e i tribunali.
Davide Ruspoli928 wordsEdition №118giovedì 17 settembre 2026 — Edizione № 118
Il Guardian ha pubblicato mercoledì un reportage da un piccolo villaggio delle Alpi italiane dove vive Denys, quindicenne ucraino arrivato nel marzo 2022 su un autobus notturno dopo l'invasione russa. Il giornale britannico racconta che migliaia di minori in affidamento statale sono stati evacuati dall'Ucraina e che Kyiv ne chiede ora il rientro. Molti, come Denys, dicono di non voler tornare: «Il mio futuro è nell'UE», è la frase che dà il titolo al pezzo.
La storia è una questione di diritto internazionale prima che di cronaca. I minori evacuati durante il conflitto ricadono sotto le tutele della Convenzione dell'Aja e delle norme ucraine sulla protezione dell'infanzia, mentre il loro status in Italia dipende dai permessi di protezione temporanea attivati dall'UE dopo il febbraio 2022. Quando la protezione scade o viene revocata, il rientro diventa un caso giudiziario, non una semplice partenza.
Per Roma la vicenda tocca due ministeri e un'intera rete di accoglienza. Il Viminale gestisce i permessi e i tutori, il ministero della Giustizia i procedimenti sui minori, e i tribunali per i minorenni decidono caso per caso. La capitale ospita inoltre l'ambasciata ucraina e le rappresentanze diplomatiche che seguono i richiami di Kyiv, rendendo Roma un nodo del contenzioso anche quando i bambini vivono a centinaia di chilometri di distanza.
La copertura internazionale non offre cifre definitive sul numero di minori coinvolti in Italia, e il Guardian parla di «migliaia» evacuati in tutta Europa senza dettagliare per paese. La Veduta riferisce quanto il reportage sostiene e segnala che i numeri italiani non sono confermati dalle fonti estere citate.
