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TRENTINO-ALTO ADIGE

L'UE prepara regole sugli affitti brevi, le città alpine osservano

Bruxelles vuole aiutare le città a frenare Airbnb. Per Bolzano e Trento la sfida è bilanciare turismo e case per i residenti.

Klara Hofer780 wordsEdition №106domenica 6 settembre 2026 — Edizione № 106

L'Unione Europea si appresta a introdurre regole che consentano alle città di limitare gli affitti turistici a breve termine come Airbnb, nel tentativo di contrastare l'aumento dei prezzi delle case. Lo riferisce The Local Italy, citando piani visionati dall'AFP venerdì. La misura arriva mentre diverse città europee, da Barcellona a Lisbona, lamentano la pressione degli affitti turistici sui mercati immobiliari locali.

La proposta europea si inserisce in un dibattito che tocca direttamente anche il Trentino-Alto Adige, dove il turismo è una delle principali voci economiche ma dove i residenti faticano sempre più a trovare alloggi a prezzi accessibili nei centri storici. Bolzano, Trento e i comuni delle valli dolomitiche registrano da anni una crescita delle locazioni brevi legate alle piattaforme digitali.

Secondo la stampa internazionale, il provvedimento comunitario mira a dare strumenti normativi più incisivi ai municipi, che finora hanno dovuto destreggiarsi tra legislazioni nazionali frammentarie e la resistenza delle grandi piattaforme online. Non è ancora chiaro se le nuove regole imporranno obblighi di registrazione o limiti quantitativi alle locazioni turistiche.

La notizia, riportata da The Local Italy sulla base di piani visionati da AFP, indica che Bruxelles sta preparando un quadro normativo per aiutare le città europee a frenare gli affitti brevi. Il tema è diventato urgente in molti Stati membri, dove l'esplosione delle piattaforme come Airbnb ha contribuito alla carenza di abitazioni e all'aumento dei canoni, soprattutto nei centri storici a forte vocazione turistica.

Per il Trentino-Alto Adige la questione ha una doppia valenza. Da un lato, il turismo rappresenta una colonna portante dell'economia provinciale: le Dolomiti, patrimonio UNESCO, attirano ogni anno milioni di visitatori, e le locazioni brevi sono una fonte di reddito per molte famiglie. Dall'altro, i sindaci di Bolzano e Trento hanno più volte segnalato la difficoltà dei giovani e dei lavoratori a trovare case in affitto a prezzi sostenibili, proprio a causa della concorrenza degli affitti turistici.

La stampa estera ha documentato situazioni analoghe in altre regioni alpine: in Tirolo austriaco, il governatore locale ha introdotto limiti alle seconde case e alle locazioni turistiche in alcuni comuni, mentre in Svizzera diverse località hanno avviato referendum per restringere le piattaforme. Il confronto con l'Austria, paese confinante con l'Alto Adige, è frequente nei dibattiti locali sull'equilibrio tra economia turistica e diritto alla casa.

Le nuove regole europee, se approvate, potrebbero dare ai comuni italiani strumenti più solidi per intervenire. Attualmente, la normativa nazionale in materia di locazioni brevi è stata oggetto di diverse modifiche e contenziosi, anche con la Commissione Europea, che ha chiesto all'Italia di chiarire alcuni aspetti del regime fiscale applicato alle piattaforme digitali.

Il dibattito europeo si intreccia con la questione più ampia del turismo di massa, che la stampa internazionale segue con attenzione crescente. Venezia, Firenze e Roma sono da anni al centro di proteste e proposte per limitare i flussi, ma anche le zone alpine e lacustri del Nord Italia stanno vivendo una pressione crescente, come hanno raccontato corrispondenti di testate come il Guardian e la BBC in servizi dedicati all'overtourism.

A Bolzano, l'amministrazione comunale ha avviato una ricognizione sugli alloggi non occupati e sulle locazioni turistiche, mentre in val di Fassa e in val Gardena alcuni comuni discutono di limiti alle nuove licenze per affitti brevi. I dati raccolti dai comuni, citati dalla stampa locale austriaca che segue la zona, indicano che in alcuni paesi delle Dolomiti la percentuale di alloggi destinati alla locazione turistica supera di gran lunga quella delle abitazioni residenziali.

Le associazioni dei proprietari immobiliari, intervistate da testate tedesche e austriache, difendono le locazioni brevi come uno strumento legittimo per integrare il reddito familiare, soprattutto in aree dove i salari sono bassi e i costi della vita alti. Dall'altro lato, i movimenti per il diritto alla casa sottolineano che i giovani locali sono costretti a lasciare i paesi di origine per cercare alloggi più economici, spopolando le valli.

La proposta UE rappresenta anche un test per il principio di sussidiarietà, caro alle regioni autonome come il Trentino-Alto Adige. La provincia di Bolzano gode di ampie competenze in materia di edilizia e urbanistica, e i suoi rappresentanti hanno spesso rivendicato la libertà di decidere autonomamente le politiche abitative senza ingerenze da Roma o Bruxelles.

Non è chiaro quando la Commissione presenterà ufficialmente la proposta. Secondo quanto riferito, i servizi della Commissione stanno ancora lavorando alla valutazione d'impatto, che dovrebbe misurare gli effetti delle diverse opzioni normative sul mercato immobiliare e sul settore turistico. Le città europee, riunite in reti come Eurocities, premono da tempo per ottenere maggiore flessibilità nell'applicare limiti agli affitti brevi.

In attesa delle regole europee, alcune città italiane hanno già adottato misure locali. Firenze ha discusso limiti alle nuove licenze per locazioni turistiche nel centro storico, mentre Venezia ha introdotto un ticket d'ingresso per i visitatori giornalieri, una misura che ha suscitato dibattito a livello internazionale. Anche sul lago di Garda, che interessa la provincia di Trento, i comuni rivieraschi osservano con attenzione l'evoluzione normativa.

Per il Trentino-Alto Adige, la sfida resta quella di coniugare la vocazione turistica, che genera posti di lavoro e reddito, con la necessità di garantire case ai residenti e ai lavoratori stagionali. Le nuove regole europee, se ben calibrate, potrebbero offrire ai comuni uno strumento in più per gestire il fenomeno senza penalizzare l'economia locale.

La questione degli affitti brevi è destinata a rimanere al centro del dibattito politico nei prossimi mesi, sia a livello nazionale che europeo. Le elezioni comunali in diverse città italiane e le discussioni in vista del voto politico del 2027 potrebbero vedere il tema della casa diventare uno dei cavalli di battaglia dei diversi schieramenti, come già accade in Spagna e in Francia.

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