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LIGURIA

L'UE prepara regole sugli affitti brevi, la Riviera osserva

Bruxelles studia limiti agli affitti turistici come Airbnb per frenare i prezzi delle case nelle città europee

Marina Doria680 wordsEdition №106domenica 6 settembre 2026 — Edizione № 106

L'Unione Europea sta per stabilire nuove regole che aiutino le città europee a limitare gli affitti a breve termine come Airbnb, nel tentativo di affrontare l'aumento dei prezzi delle case, secondo i piani visti da AFP venerdì.

La misura, riportata da The Local Italy, arriva mentre le città di tutta Europa — da Roma a Barcellona — cercano strumenti per contenere la pressione del turismo di massa sui mercati immobiliari locali.

Per la Liguria, regione che vive di turismo costiero e che ospita destinazioni come le Cinque Terre e Portofino, la questione è particolarmente delicata.

L'Unione Europea sta preparando un quadro normativo che consentirebbe alle città di introdurre limiti più severi sugli affitti a breve termine, una mossa che potrebbe ridisegnare il mercato immobiliare in molte destinazioni turistiche italiane, secondo i piani visti da AFP e riportati da The Local Italy venerdì.

La proposta arriva in un momento in cui il turismo di massa ha spinto i prezzi delle case fuori dalla portata dei residenti in molte città europee. Roma, Venezia e Firenze sono state tra le più vocali nel chiedere strumenti per regolamentare le piattaforme come Airbnb.

Per la Liguria, la cui economia dipende in larga misura dal turismo costiero, la notizia ha un peso particolare. La regione — con il suo capoluogo Genova, la Riviera di Levante e di Ponente, e i borghi delle Cinque Terre — attira milioni di visitatori ogni anno.

Secondo i dati che circolano nella stampa internazionale, le città costiere italiane hanno visto un aumento esponenziale degli affitti brevi negli ultimi dieci anni, con proprietari che preferiscono affittare ai turisti piuttosto che ai residenti, spingendo i prezzi al rialzo.

Il problema non è nuovo per la Riviera ligure. Già prima della pandemia, i comuni costieri avevano segnalato la difficoltà dei giovani e delle famiglie a trovare alloggi a prezzi accessibili durante la stagione turistica, quando gran parte del patrimonio immobiliare viene convertito in affitti brevi.

A Genova, città portuale con una lunga tradizione marittima e un centro storico tra i più estesi d'Europa, la pressione è meno acuta che nelle località balneari, ma il fenomeno è in crescita anche lì, secondo quanto emerge dai report internazionali sul turismo.

Le Cinque Terre — Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore — sono state tra le destinazioni più colpite dal sovraffollamento turistico, con il Parco Nazionale che ha introdotto limiti al numero di visitatori negli ultimi anni.

La misura europea, se approvata, darebbe ai comuni liguri uno strumento giuridico per intervenire senza il timore di violare le regole del mercato unico europeo, che finora hanno protetto le piattaforme digitali dalla regolamentazione locale.

Il dibattito sugli affitti brevi non è solo italiano. Città come Amsterdam, Parigi e Barcellona hanno già introdotto limiti severi, e Bruxelles sta cercando di armonizzare gli approcci a livello continentale, secondo quanto riporta AFP.

Per la Liguria, la sfida è duplice: da un lato, il turismo è una delle principali fonti di reddito per la regione, con migliaia di posti di lavoro legati al settore alberghiero e della ristorazione; dall'altro, la pressione sugli alloggi rischia di svuotare i centri storici e i borghi costieri dei loro residenti.

Le autorità locali liguri hanno seguito con attenzione gli sviluppi di Bruxelles, secondo quanto emerge dalla copertura internazionale, ma finora hanno avuto margini di manovra limitati a causa della mancanza di un quadro normativo europeo chiaro.

La proposta europea, che dovrebbe essere formalizzata nei prossimi mesi, potrebbe includere requisiti di registrazione per i proprietari, limiti al numero di notti affittabili e obblighi di condivisione dei dati con le autorità locali.

Per le Cinque Terre, dove il numero di letti turistici supera ormai quello dei residenti in alcuni periodi dell'anno, la regolamentazione potrebbe rappresentare un punto di svolta, secondo i report internazionali sul turismo sostenibile.

Le associazioni dei proprietari di case vacanza hanno già espresso preoccupazione, temendo che limiti troppo severi possano danneggiare le piccole imprese familiari che dipendono dagli affitti brevi per integrare il reddito.

Ma i sindaci della Riviera, come i loro colleghi di Venezia e Firenze, hanno a lungo chiesto strumenti per bilanciare le esigenze del turismo con quelle dei residenti, e la proposta europea potrebbe finalmente offrire una base legale solida.

Il prossimo passo sarà la discussione della proposta nelle istituzioni europee, un processo che potrebbe richiedere mesi. Nel frattempo, le città liguri continuano a cercare soluzioni locali, mentre il dibattito sul futuro del turismo costiero si intensifica.

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