ECONOMIA
L'UE verso regole comuni sugli affitti turistici brevi
Bruxelles prepara norme per aiutare le città a limitare Airbnb e piattaforme simili
Lorenzo Ferraris640 wordsEdition №106domenica 6 settembre 2026 — Edizione № 106
L'Unione Europea sta per stabilire regole che aiutino le città europee a limitare gli affitti a breve termine come Airbnb nel tentativo di affrontare l'aumento dei prezzi delle case, secondo i piani visti da AFP venerdì.
La misura, anticipata da The Local Italy, arriva mentre molte città italiane, da Venezia a Firenze a Roma, affrontano una pressione crescente sul mercato immobiliare legata al turismo di massa.
Per il Piemonte, il tema è meno acuto che nelle grandi mete turistiche, ma Torino e le località alpine delle valli di Susa e Lanzo osservano con attenzione l'evoluzione del fenomeno, tra opportunità economiche e tensioni abitative.
L'Unione Europea sta per stabilire regole che aiutino le città europee a limitare gli affitti a breve termine come Airbnb nel tentativo di affrontare l'aumento dei prezzi delle case, secondo i piani visti da AFP venerdì e ripresi da The Local Italy.
La proposta, di cui non sono stati resi noti i dettagli specifici, si inserisce in un dibattito più ampio che attraversa l'Europa: come bilanciare i benefici economici del turismo con il diritto alla casa dei residenti.
In Italia, il fenomeno degli affitti brevi ha conosciuto una crescita esponenziale negli ultimi anni, spinto dalla diffusione delle piattaforme digitali e dal peso del turismo nell'economia nazionale.
Le città d'arte italiane sono state tra le prime in Europa a sperimentare gli effetti di questa trasformazione: la conversione di appartamenti residenziali in strutture turistiche ha ridotto l'offerta abitativa per i residenti e contribuito all'aumento dei canoni.
Venezia, Firenze e Roma hanno adottato misure locali per contenere il fenomeno, ma i comuni italiani hanno competenze limitate e hanno più volte chiesto un quadro normativo nazionale ed europeo più chiaro.
Per il Piemonte, il tema è meno acuto che nelle grandi mete turistiche, ma non è estraneo. Torino, città di circa 850.000 abitanti, ha visto crescere il numero di affitti brevi in parallelo con l'aumento dei flussi turistici.
Le località alpine, in particolare nelle valli di Susa e Lanzo e nelle zone del Sestriere e di Bardonecchia, registrano una domanda stagionale forte, con effetti sui prezzi delle case per i residenti permanenti.
Il mercato immobiliare piemontese ha caratteristiche diverse da quello delle città d'arte: i prezzi medi sono più bassi e la pressione turistica è concentrata in periodi e zone specifiche.
Tuttavia, il fenomeno dello spopolamento delle aree interne e montane rende la questione delicata: in molti comuni alpini, la conversione di abitazioni in strutture turistiche può accelerare il declino demografico.
La proposta europea, secondo quanto riportato da AFP, mirerebbe a dare agli stati membri e alle città strumenti più efficaci per regolamentare il settore, senza però specificare quali strumenti concreti verranno messi a disposizione.
Il settore degli affitti brevi rappresenta una quota significativa dell'economia turistica italiana, e qualsiasi regolamentazione più stringente avrebbe effetti su una platea ampia di piccoli proprietari.
Le piattaforme come Airbnb hanno sostenuto in passato di essere partner delle città e non la causa dei problemi abitativi, ma le amministrazioni locali di molte città europee hanno espresso posizioni diverse.
La Commissione Europea, che ha già avviato procedure di infrazione contro alcuni stati membri per le normative nazionali sugli affitti brevi, cerca ora un approccio armonizzato a livello unionale.
Per il Piemonte, l'esito di questo processo sarà osservato con attenzione sia dalle amministrazioni locali, sia dagli operatori del settore turistico, che vedono negli affitti brevi una componente importante dell'offerta ricettiva.
Il turismo piemontese, tradizionalmente legato alle Langhe e al Roero per il vino e al cibo, ha conosciuto una crescita costante negli ultimi anni, e la disponibilità di alloggi è considerata un fattore chiave per sostenere questa tendenza.
Le regole europee, una volta adottate, dovranno essere recepite dagli stati membri e tradotte in normative nazionali, un processo che potrebbe richiedere tempo e che sarà seguito con attenzione da tutti gli attori del settore.
