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SARDEGNA

Regole Ue sugli affitti brevi, la Sardegna osserva la costa

Bruxelles prepara norme per frenare Airbnb: per l'isola il nodo è l'equilibrio tra turismo e case per i residenti

Gavino Sanna1,027 wordsEdition №106domenica 6 settembre 2026 — Edizione № 106

L'Unione europea si prepara a stabilire regole comuni per aiutare le città a frenare gli affitti a breve termine come Airbnb, nel tentativo di arginare l'aumento dei prezzi delle case. La notizia, riportata da The Local Italy sulla base di piani visti dall'AFP, arriva mentre il fenomeno della cosiddetta 'platform economy' turistica continua a crescere in tutta Europa, e in particolare nei paesi del Mediterraneo.

Per la Sardegna, regione a forte vocazione turistica, la questione tocca un nervo scoperto. La pressione degli affitti brevi sulle coste dell'isola è da anni al centro del dibattito pubblico, tra chi chiede limiti per garantire alloggi ai residenti e chi difende un settore che rappresenta una fetta importante dell'economia locale.

Le nuove regole Ue, secondo quanto riferito, dovrebbero dare agli stati membri e alle città gli strumenti per intervenire con più efficacia su un mercato che ha trasformato il volto dei centri storici e dei litorali di mezza Europa.

La mossa di Bruxelles rappresenta un cambio di passo su un tema che finora era stato lasciato alla discrezionalità dei singoli paesi. Secondo i piani visti dall'AFP e citati da The Local Italy, l'UE introdurrà un quadro normativo che consentirà alle città di adottare misure più incisive per limitare gli affitti brevi, in risposta alla crescita vertiginosa di piattaforme come Airbnb e alla conseguente riduzione dell'offerta abitativa per i residenti.

La Sardegna segue la vicenda con attenzione particolare. L'isola è una delle destinazioni turistiche più gettonate del Mediterraneo, con un'affluenza estiva che in alcune località della costa supera di gran lunga la popolazione residente. Il fenomeno degli affitti brevi ha contribuito a spingere verso l'alto i prezzi degli immobili nelle zone costiere, rendendo sempre più difficile per i giovani sardi trovare una casa a prezzi accessibili nei propri comuni.

Il dibattito sull'isola è acceso da anni. Da un lato, i comuni costieri come Cagliari, Alghero e Olbia hanno visto moltiplicarsi le offerte di appartamenti turistici, con un effetto diretto sulla disponibilità di alloggi per chi lavora e vive in quei territori. Dall'altro, le imprese turistiche e molti operatori del settore sottolineano come la ricettività extra-alberghiera sia ormai una componente strutturale dell'economia sarda, capace di assorbire parte della domanda che gli alberghi tradizionali non riescono a coprire.

La norma europea in preparazione, che secondo le indiscrezioni raccolte da AFP dovrebbe dare alle città gli strumenti per intervenire, arriva in un momento in cui diverse capitali europee hanno già adottato misure restrittive. Città come Barcellona, Lisbona e Amsterdam hanno introdotto limiti alla durata degli affitti turistici, registrazioni obbligatorie e, in alcuni casi, divieti in determinate zone della città.

Per l'Italia, e per la Sardegna in particolare, il tema si intreccia con la questione più ampia dello spopolamento delle aree interne. Mentre le coste sono sotto pressione per il turismo, i paesi dell'entroterra sardo perdono abitanti anno dopo anno. Una regolazione più severa degli affitti brevi potrebbe avere effetti diversi a seconda delle zone: ridurre la pressione sui centri costieri, ma anche ridurre le opportunità di reddito per chi nelle aree interne ha investito nella ricettività diffusa come alternativa allo spopolamento.

La stampa internazionale ha più volte raccontato il paradosso sardo: un'isola di quasi due milioni di abitanti che in estate raddoppia la sua presenza effettiva, con coste affollate e paesi dell'interno che si svuotano. Il tema degli affitti brevi è parte di questo quadro complesso, in cui il turismo rappresenta insieme la principale risorsa economica e una delle cause delle difficoltà abitative per i residenti.

Le nuove regole Ue, secondo quanto riportato, dovrebbero basarsi su un sistema di registrazione e di scambio di dati tra le piattaforme e le autorità locali. Questo consentirebbe ai comuni di avere un quadro preciso di quante abitazioni sono effettivamente utilizzate per affitti turistici e di applicare eventuali limiti in modo mirato.

La Sardegna, che ha già una legge regionale sul turismo che prevede forme di regolazione, potrebbe dover adeguare la propria normativa al nuovo quadro europeo. Il tema è delicato perché tocca gli interessi di migliaia di piccoli proprietari che hanno trovato negli affitti brevi un reddito integrativo, in una regione dove le opportunità di lavoro sono storicamente limitate.

D'altra parte, i sindaci dei comuni costieri sardi hanno più volte segnalato il problema dell'abitatività: in molti centri del litorale, la maggior parte degli appartamenti in vendita o in affitto è destinata al mercato turistico, con prezzi fuori portata per i redditi locali. Questo fenomeno spinge molti giovani a trasferirsi nei comuni dell'entroterra o addirittura fuori dall'isola, alimentando lo spopolamento.

La normativa europea, se approvata nei termini previsti, potrebbe rappresentare uno spartiacque. Per la prima volta, le città e le regioni avrebbero un quadro giuridico comune per intervenire su un mercato che finora è cresciuto in gran parte senza regole. Ma resta da vedere quanto margine di manovra verrà lasciato ai singoli stati e ai comuni, e come le piattaforme digitali, che hanno sede per lo più fuori dall'Europa, si adegueranno alle nuove disposizioni.

Per la Sardegna, la partita è doppia: da un lato, c'è la necessità di proteggere il diritto alla casa dei residenti nelle zone costiere; dall'altro, c'è l'esigenza di non soffocare un settore che dà lavoro a migliaia di famiglie, direttamente o indirettamente. L'equilibrio è difficile, e le regole che arriveranno da Bruxelles potrebbero fornire gli strumenti per trovarlo, o al contrario complicare ulteriormente un quadro già frammentato.

La stampa estera, che segue con attenzione il fenomeno del turismo di massa in Italia, ha più volte messo in luce come il problema degli affitti brevi sia particolarmente acuto nelle città d'arte come Venezia, Firenze e Roma. Ma il fenomeno riguarda anche le coste, e in particolare le isole, dove lo spazio è limitato e la pressione turistica si concentra in pochi mesi all'anno.

La Sardegna, con le sue coste tra le più belle del Mediterraneo e un entroterra fragile, è un osservatorio privilegiato di queste dinamiche. Le decisioni che Bruxelles sta per prendere avranno un impatto diretto sull'isola, sulla sua economia e sul suo futuro demografico. Per questo, la vicenda è seguita con attenzione non solo dagli operatori del settore, ma da tutti coloro che hanno a cuore un equilibrio sostenibile tra turismo e vita locale.

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