ESTERI
L'Ue stringe sui rimpatri, l'Italia in prima linea
Nuove regole europee accelerano le espulsioni e i centri di detenzione all'estero. Roma dovrà gestire il carico maggiore sulle coste mediterranee.
Adriana Sole1,247 wordsEdition №8domenica 7 giugno 2026 — Edizione № 8

Bruxelles ha dato il via libera a una riforma complessiva della politica migratoria europea, con l'obiettivo di accelerare i rimpatri e stipulare accordi controversi per la costruzione di centri di detenzione all'estero. Secondo quanto riportato da agenzie internazionali, la nuova normativa intende velocizzare il processo di rimpatrio e aumentare il numero di persone rimpatriate che non hanno diritto a rimanere nell'Unione. I gruppi per i diritti umani hanno paragonato l'approccio a quello dell'amministrazione Trump.
La decisione arriva in un contesto di crescente stanchezza dei cittadini europei rispetto alle ondate migratorie degli ultimi anni. Secondo il Washington Post, le nuove regole sono state spinte da numeri elevati di richiedenti asilo provenienti da paesi "sicuri" e dalla fatica dei votanti dopo anni di pressione migratoria. I paesi nordici e dell'Europa centrale hanno guidato la spinta verso misure più rigide.
Il Segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha colto l'occasione del discorso per il D-Day in Francia per criticare le nazioni europee, accusandole di tollerare un'"invasione" di migranti sulle loro coste. Hegseth ha specificamente menzionato le spiagge di Spagna, Italia, Grecia e Bulgaria, sostenendo che alcune capitali europee sono diventate troppo "comode" negli ultimi anni.
