CALABRIA
L'UE discute la tassa sugli extraprofitti: cosa significa per la Calabria
I prezzi record dei carburanti spingono Bruxelles verso un prelievo sugli utili delle compagnie energetiche. Dal Sud, la misura è vista con cautela.
Saverio Gallo879 wordsEdition №121domenica 20 settembre 2026 — Edizione № 121
I governi europei hanno discusso l'introduzione di una tassa sugli extraprofitti a livello continentale per le compagnie energetiche, mentre i prezzi quasi record di carburante e gas mettono sotto pressione i leader desiderosi di contenere l'aumento. È quanto riferisce il Guardian, secondo cui il ministro tedesco ha affermato che le aziende stanno 'sfruttando la situazione' in Medio Oriente.
La misura non è ancora una decisione: è un negoziato. Il Guardian parla di discussioni in corso, non di un testo approvato, e il quadro politico resta fluido. Per una regione come la Calabria, che dipende dalla strada per collegare i suoi paesi e i suoi porti, il tema ha un peso immediato.
The Local Italy ha spiegato questa settimana perché i prezzi dell'elettricità in Italia sono tra i più alti d'Europa, mentre i gruppi di consumatori avvertono di un altro picco nelle bollette energetiche questo autunno. La combinazione tra carburanti cari e luce cara è ciò che rende la questione politica, non solo economica.
Il dibattito sugli extraprofitti arriva dopo anni in cui Bruxelles ha già sperimentato prelievi temporanei sul settore energetico. Il precedente pesa: i governi che li hanno applicati hanno poi dovuto difendere i risultati, e le compagnie hanno contestato i criteri. Il Guardian non indica cifre definitive per il nuovo eventuale prelievo.
La logica della tassa è semplice: se le compagnie guadagnano più del normale per ragioni che non dipendono dal loro merito — una guerra, uno choc delle forniture — lo Stato recupera parte di quel guadagno e lo redistribuisce. La difficoltà è definire cosa sia 'extraprofitto' e chi lo decida. Il Guardian non chiarisce come i governi intendano farlo.
Per la Calabria, il nodo non è astratto. La regione ha un'economia fatta di agricoltura, trasporto su gomma e piccole imprese, tutte esposte al costo del carburante. Un'azienda agricola che porta gli agrumi al mercato paga il gasolio; un camion che attraversa la provincia paga il gasolio. Se il prelievo non abbassa i prezzi alla pompa, l'effetto sulla regione è nullo.
Questa è la critica che emerge anche nel dibattito europeo: una tassa sugli utili non garantisce automaticamente un prezzo più basso per i consumatori. Il Guardian riferisce le posizioni dei governi ma non indica un meccanismo di trasferimento diretto ai cittadini. Senza quello, la misura resta fiscale, non di sostegno.
C'è poi la questione della competenza. Una tassa europea sugli extraprofitti toccherebbe aziende che operano in mercati nazionali diversi, con regimi fiscali diversi. Il Guardian non specifica se il prelievo sarebbe armonizzato o lasciato ai singoli Stati. È una differenza che cambia tutto per un paese come l'Italia, dove il costo dell'energia è già tra i più alti.
The Local Italy ha anche riportato, questa settimana, che l'Italia abolirà il bollo auto dal 2027 per circa il 70 percento dei veicoli. È una misura che alleggerisce il costo della mobilità proprio mentre il carburante resta caro. Le due decisioni, se confermate, si incrociano: meno tasse sui veicoli, più pressione sui prezzi del carburante.
Per una regione a bassa densità come la Calabria, dove l'auto è spesso l'unico mezzo disponibile, il saldo tra queste due politiche conta più che altrove. Ma è un ragionamento che il telegrafo non sviluppa: il Guardian e The Local Italy trattano i due temi separatamente, e nessuno dei due nomina la Calabria.
Il contesto politico europeo rende il negoziato più difficile. Il Guardian riferisce che i prezzi elevati sono diventati un problema interno importante per i leader. Questo significa che la tassa sugli extraprofitti non è solo una scelta economica: è una risposta a un'opinione pubblica arrabbiata, in un momento in cui i governi hanno poco spazio di bilancio.
Le compagnie energetiche, dal canto loro, sostengono che i prelievi riducono gli investimenti. Il Guardian non riporta una loro dichiarazione specifica su questa proposta, ma la posizione è nota dal dibattito degli anni precedenti. Il punto di attrito è sempre lo stesso: tassare gli utili presenti o difendere la capacità di investimento futura.
Per il Mezzogiorno, la domanda è se una misura europea arrivi accompagnata da investimenti o solo da un prelievo. La storia recente delle politiche energetiche europee — dalla transizione alle reti — mostra che i territori con meno infrastrutture ricevono meno benefici diretti. Il telegrafo non affronta questo aspetto, e non lo attribuiamo a nessuno.
Cosa accadrà ora: i governi continueranno a discutere, e il Guardian non indica una scadenza. Se emergerà una proposta formale, passerà attraverso le istituzioni europee e i parlamenti nazionali. Per la Calabria, la domanda concreta resta una sola: il prezzo alla pompa scenderà, o cambierà solo chi incassa?
Nel frattempo, la regione continua a fare i conti con quello che ha. I porti, l'agricoltura, il trasporto su gomma: tutti costi che il carburante caro rende più pesanti. Una tassa europea sugli extraprofitti, se arriverà, sarà giudicata da qui — non dalle intenzioni, ma dagli effetti sui bilanci di chi lavora.
La copertura internazionale di questa settimana non offre una risposta. Il Guardian racconta il dibattito tra i governi; The Local Italy racconta il prezzo della luce in Italia. Nessuno dei due guarda al Sud. È il limite abituale: la Calabria entra nelle cronache europee per il crimine e per gli sbarchi, raramente per l'energia. Ma l'energia è ciò che tiene in piedi il resto.
