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MARCHE

L'UE apre al riconoscimento dei titoli extra-Ue: le Marche guardano ai distretti

La Commissione propone regole più semplici per le qualifiche professionali dei cittadini di Paesi terzi. Per una regione di piccole imprese la partita è l'accesso al lavoro specializzato.

Elena Marcheggiani835 wordsEdition №121domenica 20 settembre 2026 — Edizione № 121

La Commissione europea ha proposto questa settimana nuove regole per rendere più semplice il riconoscimento delle qualifiche professionali dei cittadini di Paesi terzi, secondo quanto riporta The Local Italy. La misura risponde a una lamentela ricorrente di chi si è trasferito nel blocco dall'estero: titoli di studio e certificati professionali che restano inutilizzabili una volta arrivati in Europa.

La proposta non riguarda solo i professionisti regolamentati — medici, ingegneri, insegnanti — ma anche i mestieri tecnici, dove la verifica delle competenze è spesso più lenta che la ricerca di personale. Per una regione come le Marche, dove il tessuto produttivo è fatto di piccole e medie imprese, la questione ha un peso diretto.

I distretti marchigiani — calzatura e pelletteria, mobile, meccanica — dipendono da manodopera specializzata che le imprese faticano a reperire. Secondo la copertura internazionale, la procedura di riconoscimento resta frammentata tra Stati membri, con tempi e criteri diversi da Paese a Paese.

The Local Italy non indica cifre sul numero di domande pendenti né tempi medi di attesa in Italia. Quello che emerge è il principio: la Commissione vuole un quadro più uniforme, e saranno i governi nazionali a doverlo recepire.

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