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ESTERO

Ustica, la Francia apre i file: Roma pesa cosa potrà provare

Parigi consegna documenti di difesa alla magistratura italiana sul disastro del 1980. Gli scettici avvertono che i fascicoli restano incompleti.

Adriana Sole598 wordsEdition №134domenica 4 ottobre 2026 — Edizione № 134

La Francia ha deciso di condividere con la magistratura italiana documenti di difesa relativi al disastro aereo di Ustica del 1980, quando un DC-9 di linea precipitò in mare vicino all'isola al largo della Sicilia. È quanto riporta France 24, secondo cui la mossa ha riacceso le speranze di una svolta in un'indagine che dura da oltre quarant'anni.

L'ipotesi al centro del caso è che l'aereo sia stato abbattuto per errore da un caccia francese durante un'operazione militare nell'area. Un ex Presidente della Repubblica italiana sostenne pubblicamente questa tesi, ricorda France 24, ma nessuna responsabilità è mai stata accertata in via definitiva.

Secondo l'emittente francese, gli scettici avvertono che i documenti consegnati sono incompleti e difficilmente basteranno da soli a stabilire cosa accadde quella notte. La palla passa ora ai magistrati italiani, che dovranno valutare se il materiale apre nuove piste o conferma i limiti delle indagini precedenti.

Il caso Ustica è, per la stampa internazionale, uno dei nodi irrisolti della storia repubblicana italiana: un disastro aereo di linea in acque italiane, in un'area del Mediterraneo attraversata in quegli anni da traffici militari e da una forte tensione della Guerra fredda. France 24 lo definisce un enigma che intreccia giustizia, diplomazia e memoria pubblica.

La decisione di Parigi va letta anche sul piano dei rapporti bilaterali. La consegna di atti di difesa a una magistratura straniera è un gesto che tocca la sovranità e la sicurezza nazionale: avviene, sottolinea France 24, dopo decenni di richieste italiane e in un clima in cui la Francia sceglie di aprire i propri archivi, sia pure in modo parziale.

Per l'Italia, membro fondatore dell'Unione europea e della NATO, la vicenda ha una dimensione che va oltre il singolo processo. Se le responsabilità chiamassero in causa un alleato, l'effetto sarebbe politico prima ancora che giudiziario, in un momento in cui Roma e Parigi cooperano su Mediterraneo, migrazioni e difesa europea.

France 24 non indica quali documenti siano stati trasmessi né il loro contenuto, e non quantifica i tempi delle prossime decisioni. Questa incertezza è, secondo l'emittente, il motivo per cui gli osservatori più cauti invitano a non parlare di verità raggiunta: i fascicoli, si legge, restano incompleti.

Resta il fatto che il fascicolo è tornato a muoversi. Dopo anni in cui il caso sembrava chiuso a livello giudiziario, l'apertura francese riporta Ustica sulle prime pagine della stampa estera e ripropone la domanda di fondo: cosa accadde davvero sopra il Tirreno quella notte di giugno del 1980.

Per la redazione Estero de La Veduta, la storia ha un valore che va oltre il merito processuale. Ustica è il caso in cui la ricerca della verità su un incidente aereo si intreccia con la collocazione internazionale dell'Italia: un paese della NATO che chiede conto a un alleato attraverso i propri tribunali.

La prossima tappa sarà tecnica: i magistrati dovranno esaminare il materiale francese, confrontarlo con le perizie già acquisite e decidere se disporre nuovi accertamenti. France 24 non anticipa esiti, e questo impone prudenza nel racconto: ciò che è certo, per ora, è solo la consegna dei documenti.

Nel frattempo, la memoria pubblica del disastro resta viva. Le associazioni dei familiari delle vittime hanno accompagnato per decenni ogni passaggio giudiziario, e la stampa internazionale continua a seguire il caso come una vicenda europea, non solo italiana.

Il punto, per i lettori stranieri, è semplice: un paese dell'Unione europea ha aperto i propri archivi di difesa a un altro, su un episodio mai chiarito. Che i documenti bastino o no, la decisione francese segna un passaggio che la magistratura italiana dovrà ora tradurre in atti concreti.

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