REGIONI
La Val di Non sfida il turismo di massa con il sidro e lo strudel
Il Financial Times scopre la 'Valle delle Mele': mentre l'Italia attrae folle di turisti, qui prospera un'economia alternativa
Klara Hofer647 wordsEdition №12giovedì 11 giugno 2026 — Edizione № 12
Mentre Roma, Venezia e Firenze affrontano l'ondata di turismo di massa, la Val di Non nel Trentino sceglie una strada diversa. Il Financial Times ha dedicato una cartolina al territorio, sottolineando come questa valle rappresenti un'eccezione nel panorama agricolo italiano, dove la viticoltura domina.
La Val di Non è la più grande area di coltivazione di mele d'Italia. Secondo il quotidiano britannico, la valle ha costruito un'identità economica alternativa attorno al sidro e alla tradizione culinaria dello strudel, producendo così un modello di turismo meno congestionato rispetto alle destinazioni mainstream.
Il riconoscimento internazionale arriva in un momento critico per il turismo alpino. Le Dolomiti affrontano pressioni crescenti legate al sovraffollamento, mentre la Val di Non dimostra che esistono modelli economici alternativi capaci di attrarre visitatori senza sacrificare l'identità locale.
