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CALABRIA

Il generale della manosphere e il voto che Meloni non sa dove mettere

Politico Europe racconta la corsa del generale anticonformista al consenso online. Per la Calabria, terra di emigrazione e di destra di governo, la domanda è cosa resta nei paesi

Saverio Gallo800 wordsEdition №158giovedì 22 ottobre 2026 — Edizione № 158

Politico Europe ha pubblicato giovedì un ritratto del generale italiano di estrema destra che sta corteggiando il voto della cosiddetta manosphere, l'universo online di contenuti maschili. L'ex paracadutista anticonformista, scrive il giornale, rappresenta ora un grattacapo per Giorgia Meloni, che deve decidere se sia un valore aggiunto o un peso per la sua coalizione.

Il pezzo non riporta cifre elettorali né sondaggi. Descrive un fenomeno: un militare in pensione diventato personaggio mediatico, capace di parlare a un pubblico giovane e maschile attraverso i social, e di mettere in difficoltà una premier che governa con una coalizione di destra.

Per la Calabria la questione ha una piega particolare. È una regione che vota a destra con continuità, che ha pagato l'emigrazione giovanile più di molte altre, e dove il rapporto tra politica e paesi svuotati è una questione quotidiana. Il generale che parla alla manosphere parla a un pubblico che, in Calabria, spesso è già partito.

Politico Europe è una testata che copre la politica europea con attenzione ai meccanismi del consenso. Il suo ritratto del generale non si sofferma sulle vicende giudiziarie o sulle polemiche del passato, ma su una strategia: la costruzione di un seguito online attraverso un linguaggio che il giornale definisce «anticonformista» e che si rivolge a un elettorato giovane e maschile.

Il termine manosphere indica una galassia di siti, canali e forum dedicati a contenuti maschili, spesso in polemica con il femminismo e con le politiche di genere. Politico Europe non entra nel dettaglio dei contenuti, ma colloca il generale dentro questo ecosistema. È una scelta editoriale: il fenomeno conta più delle singole uscite.

La domanda che il giornale pone è politica. Meloni, scrive Politico, deve decidere se il generale sia un valore aggiunto o un peso. Da un lato porta consensi in un bacino che la destra di governo fatica a raggiungere; dall'altro rischia di spostare il baricentro della coalizione su posizioni che il resto dell'elettorato guarda con diffidenza.

È un dilemma noto alla politica italiana, ma il telegrafo lo racconta dal punto di vista di Bruxelles. Politico Europe legge la vicenda come un caso europeo: la destra al governo che deve gestire le frange radicali senza esserne travolta. La Francia, la Spagna e l'Italia, secondo il giornale, affrontano varianti dello stesso problema.

Per la Calabria, il fenomeno si legge in controluce. La regione ha un rapporto antico con l'emigrazione: intere generazioni sono partite verso il Nord industriale e verso l'estero, e i paesi dell'interno si sono svuotati. I giovani maschi che restano, o che tornano, sono il pubblico a cui il generale parla, ma il telegrafo non lo dice e noi non lo inventiamo.

Quello che possiamo dire è che la Calabria è una regione di destra. Alle elezioni nazionali vota con continuità per la coalizione di centrodestra, e il consenso si costruisce nei paesi più che nelle città. Un generale che parla attraverso i social rompe questo schema: non passa dai circoli, dai sindaci, dalle parrocchie, ma dallo schermo.

C'è poi il tema della sicurezza, che in Calabria ha un peso specifico. La 'Ndrangheta, raccontata dalla stampa estera soprattutto per i suoi traffici internazionali, è una presenza che condiziona l'economia e la politica locale. Un discorso sulla sicurezza che arriva dall'online può sembrare lontano da questa realtà, ma può anche intercettare un bisogno reale di ordine.

Politico Europe non nomina la Calabria. Non parla di 'Ndrangheta, non parla di emigrazione, non parla di paesi svuotati. Il suo pezzo è un ritratto politico nazionale ed europeo. Il nostro compito è leggerlo da qui, senza aggiungere fatti che il giornale non contiene.

La domanda che resta aperta è quella che Politico mette in testa al pezzo: Meloni sceglierà di tenere il generale dentro o di prendere le distanze? Il giornale non lo dice. La decisione, secondo la sua lettura, dipende da un calcolo: quanto vale il voto della manosphere rispetto al costo che comporta per l'immagine del governo.

Per il Sud, e per la Calabria in particolare, il calcolo ha un peso diverso. Una regione che perde giovani ha bisogno di politiche di sviluppo, non solo di consenso online. Il generale che corteggia la manosphere non offre un progetto per i paesi che si svuotano; offre un linguaggio. Il telegrafo non lo dice, ma la distinzione è utile.

C'è infine il tema della coalizione. La destra italiana è un'alleanza di forze diverse, e il generale, secondo Politico, ne è insieme una risorsa e una minaccia. In Calabria, dove la coalizione governa molte amministrazioni locali, la tensione nazionale si riflette nelle scelte dei candidati e nelle alleanze per le prossime elezioni comunali.

Il pezzo di Politico Europe è un ritratto, non una previsione. Non dice cosa accadrà, non indica date, non cita sondaggi. Descrive un fenomeno in corso e un dilemma aperto. Per la Calabria, la lezione è che il consenso si sposta, e che i luoghi dove si costruisce non sono più solo le piazze e i circoli.

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