TOSCANA
Varenna multia i turisti: 200 euro per costume da bagno in piazza
Un villaggio sul Lago di Como vieta abiti da spiaggia nel centro storico. La Toscana conosce bene questo conflitto.
Costanza Bardi921 wordsEdition №39mercoledì 8 luglio 2026 — Edizione № 39
Il villaggio di Varenna, sulla sponda lombarda del Lago di Como, ha introdotto un'ordinanza che vieta ai turisti di circolare a torso nudo o in costume da bagno nel centro storico, con sanzioni fino a 200 euro. Secondo il Guardian, le autorità locali hanno deciso di implementare questa misura per preservare il decoro del paese e proteggere il suo carattere storico dalla pressione del turismo estivo.
L'ordinanza rappresenta un'escalation nella guerra tra i comuni italiani e i turisti in eccesso. Varenna non è il primo villaggio italiano a ricorrere a divieti e sanzioni per controllare il comportamento dei visitatori. Tuttavia, la multa di 200 euro è particolarmente severa e segnala una frustrazione crescente nei confronti di chi tratta i centri storici come estensioni della spiaggia.
Per la Toscana, la notizia di Varenna è una specchio di conflitti che la regione affronta quotidianamente. Firenze, Siena, Volterra e decine di altri centri storici toscani hanno dovuto gestire il fenomeno del turismo di massa e dei comportamenti che considera inaccettabili. Il costume da bagno in piazza è sintomo di una perdita più ampia di comprensione di cosa sia uno spazio pubblico storico.
Varenna è un paese di poche migliaia di abitanti, celebre per la sua bellezza paesaggistica e per la vicinanza alle Alpi. Il lago di Como è una delle destinazioni turistiche più prestigiose d'Italia, attirando visitatori da tutto il mondo. La combinazione di bellezza naturale e prossimità a Milano ha reso Varenna una meta di turismo di massa, in particolare durante i mesi estivi.
Il Guardian riferisce che il divieto riguarda specificamente gli abiti da bagno e la nudità nel centro storico, ma non sulla spiaggia pubblica. Questa distinzione è importante: le autorità non stanno cercando di vietare il bagno nel lago, ma piuttosto di mantenere una separazione tra gli spazi dedicati al turismo balneare e gli spazi storici del paese.
Firenze ha affrontato in modo simile il problema dei turisti che si tuffano nelle fontane, che mangiano seduti sui gradini delle chiese, che fotografano i dipinti anziché guardarli. Questi comportamenti riflettono una trasformazione nel modo in cui il turismo internazionale fruisce del patrimonio culturale italiano. Non è più visita contemplativa, ma consumo di esperienze fotografabili.
L'ordinanza di Varenna è il primo tentativo di un comune italiano di ricorrere a sanzioni economiche significative per controllare il comportamento dei turisti. La multa di 200 euro è superiore a quella che molti comuni toscani hanno introdotto per altri comportamenti scorretti. Questo suggerisce che Varenna considera il costume da bagno in piazza come una violazione particolarmente grave del decoro pubblico.
La questione sottesa è più profonda. Varenna, come molti paesini toscani, vive di turismo. Tuttavia, il turismo di massa ha trasformato questi luoghi da comunità abitate a parchi a tema. I residenti vedono il proprio paese occupato da visitatori che non hanno alcun legame con il luogo e che lo trattano come una scena di uno spettacolo personale.
In Toscana, questo conflitto è particolarmente acuto a Firenze, dove il rapporto tra residenti e turisti è diventato quasi antagonistico. Le autorità cittadine hanno introdotto varie misure per scoraggiare il turismo più disordinato, dalle limitazioni sui tour guidati alle zone a traffico limitato. L'ordinanza di Varenna si inserisce in un quadro più ampio di protezione dei centri storici.
Il Guardian sottolinea che questa ordinanza riflette anche una questione di classe e di nazionalità. I turisti che indossano costumi da bagno in centro sono spesso visitatori di breve durata, spesso provenienti da paesi dove la cultura balneare è più informale. I residenti locali, invece, mantengono una concezione più formale dello spazio pubblico storico.
Per la Toscana, l'esperienza di Varenna suggerisce che le sanzioni economiche potrebbero non essere la soluzione più efficace. Firenze ha sperimentato vari approcci, dalla comunicazione alla dissuasione attraverso la progettazione urbana. Le autorità hanno anche tentato di educare i turisti attraverso cartelli informativi e guide dedicate.
Un elemento interessante dell'ordinanza di Varenna è che non distingue tra turisti e residenti. Formalmente, chiunque circoli a torso nudo o in costume da bagno nel centro storico è soggetto a multa. Tuttavia, l'applicazione pratica di questa ordinanza sarà probabilmente rivolta principalmente ai turisti.
La Toscana ha una tradizione più antica di convivenza tra residenti e turisti. Tuttavia, negli ultimi due decenni, il turismo di massa ha messo a dura prova questa convivenza. Firenze, in particolare, ha visto il numero di turisti superare di gran lunga quello dei residenti durante i mesi estivi. Questo ha creato una situazione dove il centro storico è diventato principalmente uno spazio per i turisti, non per i residenti.
L'ordinanza di Varenna potrebbe ispirare altre comunità italiane a ricorrere a sanzioni simili. Tuttavia, la questione rimane se le sanzioni economiche siano davvero efficaci nel cambiare il comportamento dei turisti. Molti visitatori potrebbero semplicemente considerare la multa come un costo aggiuntivo del viaggio.
Per la Toscana, la lezione di Varenna è che il controllo del turismo richiede strategie multiple. Le sanzioni economiche possono avere un ruolo, ma devono essere accompagnate da educazione, da una migliore progettazione dello spazio urbano, e da una comunicazione chiara delle aspettative culturali. La sfida è mantenere il fascino e l'accessibilità dei centri storici senza trasformarli in parchi a tema.
Il Guardian conclude che l'ordinanza di Varenna rappresenta un momento di tensione tra la necessità economica del turismo e il desiderio di preservare l'identità culturale dei luoghi. Per la Toscana, questa tensione è ancora più acuta, poiché la regione dipende ancora più fortemente dal turismo internazionale per la sua economia. La sfida è trovare un equilibrio che non sia stato ancora raggiunto.
