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PIEMONTE

Il Vaticano scomunica i vescovi ribelli della SSPX

Il Vaticano affronta una crisi con la Società di San Pio X dopo l'ordinazione di quattro vescovi senza consenso.

Lorenzo Ferraris373 wordsEdition37lunedì 6 luglio 2026 — Edizione № 37

Il Vaticano ha scomunicato sei vescovi della Società ultraconservatrice di San Pio X, secondo France 24. L'azione riflette una frattura profonda nel cattolicesimo contemporaneo tra tradizionalisti e riformatori.

La Società di San Pio X ha consacrato quattro nuovi vescovi senza il consenso papale, violando una norma fondamentale della Chiesa cattolica. France 24 ha riferito che il Vaticano ha avvertito che qualsiasi credente laico che formalmente aderisce alla fraternità subirebbe la stessa sorte della scomunica.

Il gruppo scismatico nega i principi chiave della Chiesa cattolica moderna, incluse le riforme del Concilio Vaticano II. Secondo France 24, la SSPX rifiuta molte decisioni dottrinali del Vaticano degli ultimi sessant'anni, rappresentando una frattura ideologica che risale a decenni fa.

Deutsche Welle ha riferito che l'autorità di vigilanza del Vaticano ha imposto severe misure disciplinari al gruppo cattolico ultratradizionalista. La mossa arriva dopo che la Società di San Pio X ha consacrato vescovi senza il consenso papale, un atto che la Chiesa romana considera una violazione grave dell'autorità ecclesiastica.

The Guardian ha descritto lo scisma causato dalla SSPX come una crisi significativa per il Vaticano. La rottura interna richiede una risposta ferma per mantenere l'unità della Chiesa.

The New York Times ha riferito che molti dei seguaci dei sacerdoti scomunicati hanno rifiutato di rinnegarli. La lealtà dei fedeli tradizionalisti alla SSPX rimane forte, nonostante la condanna ufficiale del Vaticano, indicando che la frattura non si risolverà facilmente.

La SSPX fu fondata nel 1969 da Marcel Lefebvre, un arcivescovo francese che si opponeva alle riforme del Concilio Vaticano II. La fraternità ha sempre mantenuto una posizione separatista, rifiutando di riconoscere l'autorità del Papa su questioni liturgiche e dottrinali.

La crisi della SSPX riflette una tensione più ampia nel cattolicesimo globale. I tradizionalisti della SSPX mantengono una visione rigida della dottrina e della liturgia.

France 24 ha sottolineato che il gruppo nega i principi chiave della Chiesa cattolica contemporanea. La SSPX continua a celebrare la messa in latino secondo il rito pre-conciliare, rifiuta il dialogo ecumenico e critica le posizioni papali su temi sociali.

La scomunica non significa necessariamente la fine della SSPX. Il gruppo ha già affrontato sanzioni vaticane in passato e ha continuato a operare. Tuttavia, la scomunica formale di tutti i suoi membri laici rappresenta un'escalation significativa.

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