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CULTURA

Wenders a Venezia: i registi non devono stare fuori dalla politica

Il cineasta tedesco chiarisce le polemiche dichiarazioni di inizio anno sul rapporto tra cinema e impegno

Eleonora Vanzetti650 wordsEdition107lunedì 7 settembre 2026 — Edizione № 107

Il regista tedesco Wim Wenders ha chiarito al festival di Venezia le sue opinioni sul rapporto tra cinema e politica, che avevano suscitato controversia all'inizio dell'anno. Intervenendo alla Mostra del Cinema, Wenders ha dichiarato di non credere che i registi debbano restare fuori dalla politica, precisando una posizione che era stata interpretata in modo riduttivo.

Le sue parole arrivano in un'edizione del festival che il Guardian definisce particolarmente attenta alle intersezioni tra arte e impegno civile. Il regista, maestro del cinema europeo contemporaneo, ha scelto la cornice veneziana per fare chiarezza su un dibattito che lo ha visto protagonista nei mesi scorsi.

Wenders ha spiegato che il suo precedente intervento, in cui metteva in guardia dai film che 'entrano nel campo della politica', non voleva essere una condanna dell'impegno civile nel cinema, ma una riflessione sui modi in cui la politica può essere raccontata senza trasformare le opere in semplici manifesti. Una distinzione che il pubblico del festival ha seguito con grande interesse.

La 83ª Mostra del Cinema di Venezia prosegue con un dibattito che la stampa internazionale segue con attenzione: il rapporto tra arte cinematografica e impegno politico. Le dichiarazioni di Wim Wenders, raccolte dal Guardian, rappresentano un contributo significativo a una discussione che attraversa l'intera storia del cinema europeo e che trova a Venezia uno dei suoi palcoscenici privilegiati.

Il regista tedesco, noto per opere come Paris, Texas e Il cielo sopra Berlino, è stato protagonista di una polemica all'inizio del 2026 quando aveva messo in guardia contro i film che si trasformano in veicoli di propaganda politica. Oggi, parlando dal festival, ha voluto precisare che la sua critica non era rivolta all'impegno in sé, ma alla semplificazione che spesso accompagna le opere a tesi.

La riflessione di Wenders tocca un tema caro al cinema italiano, dove la tradizione del film politico e civile ha radici profonde, dal neorealismo ai grandi autori degli anni Sessanta e Settanta. La stampa estera ha più volte sottolineato come il cinema italiano abbia saputo raccontare le trasformazioni sociali del paese meglio di qualsiasi altra forma d'arte, e il dibattito riaperto a Venezia riporta al centro della scena questa eredità.

Il festival veneziano, con la sua programmazione che spazia dal cinema d'autore alle grandi produzioni internazionali, si conferma come il luogo ideale per queste discussioni. La presenza di Wenders, uno dei registi più rispettati del panorama mondiale, aggiunge peso a un dibattito che coinvolge autori, critici e pubblico.

Wenders ha inoltre ricordato come il cinema abbia il dovere di confrontarsi con la realtà, ma anche la responsabilità di farlo con gli strumenti propri dell'arte: la narrazione, l'immagine, il montaggio. Una lezione che i giovani registi presenti a Venezia, molti dei quali alle prese con le prime opere, hanno ascoltato con attenzione secondo il resoconto del Guardian.

La Mostra del Cinema di Venezia, organizzata dalla Biennale, continua a rappresentare per il cinema mondiale un punto di riferimento imprescindibile. Il dibattito aperto da Wenders si inserisce in una programmazione che quest'anno include opere di forte impegno civile, tra cui il thriller francese Jupiter, che porta l'ansia nucleare sui tappeti rossi della laguna, e i documentari sulle migrazioni che la critica internazionale ha accolto con favore.

Le parole del regista tedesco risuonano in un momento in cui il cinema europeo cerca di ridefinire il proprio ruolo in un panorama mediale dominato dalle piattaforme e dai contenuti seriali. La sua posizione, favorevole a un cinema che non rifugge dalla politica ma che la racconta con intelligenza e profondità, offre una bussola per orientarsi in un dibattito spesso polarizzato.

La 83ª edizione della Mostra prosegue fino alla fine del mese, con numerosi eventi collaterali e incontri con gli autori. La stampa estera seguirà con attenzione gli sviluppi di un festival che, anche quest'anno, si conferma come il crocevia principale del cinema d'autore mondiale e come il luogo dove le grandi questioni del nostro tempo trovano spazio di riflessione.

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