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CULTURA

A Venezia il documentario su Gaza dei registi di 'No Other Land'

Il film di Yuval Abraham e Rachel Szor indaga la campagna di bombardamenti israeliana

Eleonora Vanzetti720 wordsEdition96giovedì 27 agosto 2026 — Edizione № 96

Il festival del cinema di Venezia ospiterà la prima mondiale di un nuovo documentario sulla campagna di bombardamenti israeliana a Gaza, diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, co-registi del film premio Oscar 'No Other Land'. Lo ha riferito il Guardian lunedì.

Il film indaga quella che i registi descrivono come una 'uccisione di massa calcolata di civili palestinesi' da parte di Israele durante la guerra. La produzione è del Guardian, che ne ha annunciato la proiezione in anteprima mondiale.

La Mostra del Cinema di Venezia, che si apre alla fine di agosto, ha da tempo una vocazione internazionale: è il primo grande festival autunnale e spesso il trampolino di lancio per i film che punteranno ai premi della stagione. L'anno scorso la rassegna ha premiato 'No Other Land', documentario israelo-palestinese che ha vinto l'Oscar per il miglior documentario.

Yuval Abraham e Rachel Szor, che hanno diretto 'No Other Land' insieme a Basel Adra e Hamdan Ballal, firmano ora questo nuovo lavoro dedicato alla guerra a Gaza. Il Guardian, che ha prodotto il film, ne ha annunciato la prima mondiale nella città lagunare.

Il titolo del documentario non è stato reso noto, ma il Guardian ha riferito che il film indaga quella che i registi definiscono una 'uccisione di massa calcolata di civili palestinesi' durante la campagna militare israeliana. Il film si basa su immagini e testimonianze raccolte durante il conflitto.

La scelta di Venezia non è casuale. Il festival, diretto da anni con un'attenzione marcata al cinema politico e d'impegno, ha spesso ospitato documentari e film che affrontano le grandi questioni del presente. La presenza di un'opera prodotta da un grande giornale internazionale conferma la tendenza del cinema documentario a intrecciarsi con il giornalismo investigativo.

Per il pubblico italiano, e per la critica che segue la Mostra, il film rappresenta un'occasione per vedere da vicino un lavoro che ha già suscitato polemiche prima ancora della proiezione. La guerra a Gaza ha diviso l'opinione pubblica in tutta Europa, e l'Italia non fa eccezione.

Il festival di Venezia ha una tradizione di accoglienza di film che sfidano il potere. Negli anni passati ha ospitato opere su Guantanamo, sulle guerre in Iraq e Afghanistan, e sui conflitti in Medio Oriente. La scelta di programmare questo documentario nella selezione ufficiale è in linea con questa storia.

I registi, entrambi israeliani, hanno già affrontato critiche e pressioni in patria per il loro lavoro. 'No Other Land', che documenta la rimozione forzata di villaggi palestinesi in Cisgiordania, ha vinto l'Oscar nonostante le difficoltà di distribuzione negli Stati Uniti.

Il nuovo film arriva in un momento di particolare tensione: le trattative per un cessate il fuoco a Gaza sono in corso da mesi, ma la guerra continua. Il Guardian ha sottolineato che il documentario offre una prospettiva basata su prove e testimonianze dirette.

Per Venezia, la proiezione rappresenta anche un'occasione per riaffermare il ruolo del festival come piattaforma per il cinema indipendente e coraggioso. La Mostra, che si tiene sull'isola del Lido, attira ogni anno registi, produttori e critici da tutto il mondo.

La data esatta della proiezione non è ancora stata comunicata, ma il festival si svolge tradizionalmente dalla fine di agosto ai primi di settembre. Il programma completo della selezione ufficiale sarà annunciato nelle prossime settimane.

La presenza di questo documentario conferma anche il rapporto sempre più stretto tra il mondo del giornalismo e quello del cinema. Dopo i successi di film come 'Citizenfour' e 'All the President's Men', le redazioni internazionali investono sempre più spesso nella produzione di documentari.

Per il pubblico italiano, abituato a seguire le vicende del Medio Oriente attraverso i media nazionali, la visione di questo film al festival offrirà una prospettiva internazionale. La critica italiana, che segue con attenzione la Mostra, avrà modo di confrontarsi con un'opera che promette di essere tra le più discusse della rassegna.

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