VENETO
Venezia, la laguna e il MOSE: cosa dice la scienza straniera
Mentre il festival chiude e la Regata sfila, la stampa internazionale torna sul futuro della città d'acqua
Tommaso Veronese737 wordsEdition №110giovedì 10 settembre 2026 — Edizione № 110
Venezia ha chiuso una settimana di grande esposizione internazionale: la Mostra del cinema, la Regata Storica sul Canal Grande, le immagini delle donne che stanno cambiando i mestieri d'acqua. La stampa estera ha raccontato tutto questo con ammirazione, ma sotto la superficie della festa resta il dossier che non passa mai di moda: la laguna, il suo livello, la sua difesa.
Il Guardian, in un servizio fotografico intitolato "Memory of water", ha seguito gondoliere, maestre d'ascia e regatanti che stanno riscrivendo mestieri storicamente maschili. Euronews ha dedicato un video alla Regata Storica, con le barche storiche che sfilano davanti a Rialto. Sono due modi diversi di guardare la stessa città: patrimonio vivo, non museo.
Ma è la scienza, più del turismo, a dettare l'agenda internazionale su Venezia. Il tema dell'acqua alta e del MOSE torna ciclicamente sulle pagine estere, spesso con toni più severi di quelli usati per il festival. La domanda che i corrispondenti da Roma e da Venezia pongono non è se il sistema di paratoie funzioni, ma quanto a lungo potrà bastare.
La stampa scientifica europea segue da anni l'andamento del livello del mare nell'Adriatico settentrionale e la subsidenza del suolo veneziano. Sono due fenomeni che si sommano, e che rendono la città più esposta di quanto non fosse cinquant'anni fa. Il MOSE è entrato in funzione per contenere le maree eccezionali, ma il dibattito internazionale si concentra sulla manutenzione, sui costi e sulla frequenza crescente delle chiusure.
Il Guardian, in un commento firmato dai sindaci di Parigi, Milano e Phoenix, ha scritto che la crisi del caldo accomuna città molto diverse e che le politiche climatiche sono anche misure di salute pubblica. Venezia non compare nel pezzo, ma il ragionamento vale anche per la laguna: la temperatura dell'acqua, l'umidità e le notti tropicali incidono sulla vita quotidiana e sulla conservazione degli edifici.
The Local Italy ha riferito che l'Italia è avviata verso l'anno più caldo mai registrato, dopo un'estate definita la più calda degli ultimi settant'anni dal Consiglio nazionale delle ricerche. La stessa testata ha segnalato l'arrivo di forti temporali e un brusco calo delle temperature da mercoledì, con allerte meteo da nord a sud. Per la laguna, il passaggio da caldo estremo a perturbazioni violente è una delle condizioni più delicate.
Il nesso tra clima e patrimonio è il terreno su cui Venezia viene osservata da UNESCO e dagli organismi internazionali di tutela. La città è da anni al centro di monitoraggi e raccomandazioni, e la sua condizione è diventata un caso di scuola nel dibattito globale su come si proteggono i siti storici minacciati dall'acqua e dal turismo.
Sul fronte del turismo, la settimana veneziana ha offerto alla stampa estera l'occasione per tornare sul tema dei flussi. La Mostra del cinema e la Regata sono eventi che attirano visitatori e copertura, ma pongono anche la questione della sostenibilità dei numeri. I corrispondenti stranieri tendono a leggere i grandi eventi veneziani come una cartina di tornasole: quanto pubblico può reggere una città di dimensioni ridotte?
La Regata Storica, in particolare, è un rito che mescola competizione remiera e memoria. Euronews l'ha descritta come una parata di barche storiche lungo il Canal Grande, con la folla radunata vicino a Rialto. È un'immagine che conferma la vitalità della tradizione, ma che convive con la consapevolezza, più volte espressa dalla stampa internazionale, che la città perde residenti.
Il servizio del Guardian sulle donne che lavorano sull'acqua aggiunge un tassello a questa lettura. Non è solo folklore: è un cambio di composizione sociale in un ambiente che rischia lo spopolamento. Le gondoliere, le maestre d'ascia e le regatanti raccontano una Venezia che produce, non solo che si visita.
Per il Veneto, la posta in gioco è doppia. Da un lato c'è il valore economico del marchio Venezia, che sostiene il turismo e l'export di immagine della regione. Dall'altro c'è il costo di mantenere in vita un sistema urbano fragile, tra paratoie, fondamente e manutenzione. La stampa estera tende a vedere la città come un bene comune mondiale, e questo la rende più esposta al giudizio internazionale.
Nei prossimi mesi, l'attenzione dovrebbe restare su due binari: la gestione delle maree e la tenuta demografica. Reuters e le altre agenzie continuano a seguire il tema climatico italiano, e Venezia resta il luogo dove il paese mostra al mondo come affronta l'acqua. La Regata passerà, le barche torneranno in bacino. La laguna, invece, resta il vero banco di prova.
