ECONOMIA
Venezia amplia l'aeroporto mentre dice di avere troppi turisti
Il New York Times rileva la contraddizione tra le politiche anti-overtourism e l'espansione degli scali a Venezia, Barcellona e Maiorca
Tommaso Veronese691 wordsEdition №120sabato 19 settembre 2026 — Edizione № 120
Le città europee che da anni dichiarano di avere troppi turisti stanno contemporaneamente ampliando i propri aeroporti, e il New York Times ha dedicato un'analisi a questa contraddizione, citando Venezia tra i casi principali insieme a Barcellona e all'isola spagnola di Maiorca. Secondo il quotidiano statunitense, l'espansione delle infrastrutture aeroportuali può minare gli sforzi locali per contenere il turismo eccessivo, e può persino consentire l'arrivo di più visitatori.
Il paradosso segnalato dal giornale americano è quello di città che introducono tasse di sbarco, limiti agli affitti brevi e restrizioni ai grandi gruppi turistici, ma che al tempo stesso investono in terminal più capaci e in più collegamenti aerei. Il NYT osserva che queste due politiche procedono in direzioni opposte, senza che nessuna delle due venga abbandonata.
Venezia è il caso che il quotidiano americano pone in evidenza insieme alle destinazioni spagnole. La città lagunare ha introdotto negli anni un contributo di accesso per i visitatori giornalieri e ha visto crescere il dibattito sulla sostenibilità del turismo di massa, ma il suo scalo resta un nodo di espansione per il traffico internazionale.
L'analisi del New York Times non entra nel dettaglio dei singoli progetti aeroportuali, ma solleva una questione di coerenza delle politiche pubbliche: se l'obiettivo dichiarato è ridurre la pressione turistica, l'aumento della capacità aerea appare in conflitto con quel proposito, e la contraddizione è visibile a chiunque osservi i numeri del traffico passeggeri.
