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VENETO

Venezia e l'aeroporto che cresce mentre la città vuole meno turisti

Il New York Times rileva la contraddizione tra gli ampliamenti aeroportuali e le politiche contro il turismo di massa

Tommaso Veronese873 wordsEdition №122lunedì 21 settembre 2026 — Edizione № 122

Il New York Times ha pubblicato venerdì un'analisi che mette a confronto due tendenze opposte nelle città europee più visitate. Da un lato, amministrazioni come quella veneziana moltiplicano le misure per limitare gli arrivi: il contributo di accesso per i visitatori giornalieri, le restrizioni sulle navi da crociera in laguna, i limiti agli affitti brevi. Dall'altro, gli aeroporti che servono queste stesse città continuano ad ampliarsi.

Il quotidiano americano cita esplicitamente Venezia tra i casi in cui l'espansione dello scalo aeroportuale "può minare gli sforzi locali per limitare il turismo eccessivo, e può persino consentire l'arrivo di più turisti". La contraddizione, secondo il NYT, non è un caso isolato: riguarda anche Barcellona e l'isola spagnola di Maiorca, dove le proteste contro l'overtourism si sono susseguite per tutta l'estate.

Per il Veneto la questione è diretta. L'aeroporto Marco Polo è il principale punto di ingresso per i visitatori che raggiungono la laguna, e ogni ampliamento della sua capacità si traduce in un aumento potenziale dei flussi. La regione vive di questo turismo — è la sua prima industria — ma è anche il luogo dove il conflitto tra ricavi e vivibilità è più visibile.

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