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VENETO

Il Veneto guarda alla crisi abitativa spagnola e si riconosce

Mentre i politici italiani studiano il caso spagnolo, a Venezia e nel Veneto la casa è già un problema di export: la abitano i turisti, non i residenti

Tommaso Veronese666 wordsEdition №141domenica 11 ottobre 2026 — Edizione № 141

Questa settimana The Local Italy ha riferito che i politici italiani stanno osservando con attenzione la crisi abitativa spagnola, e che alcuni hanno iniziato a riconoscere che un problema simile esiste anche in casa. La Spagna, con gli affitti delle grandi città saliti alle stelle e le proteste di piazza, funziona da specchio: l'Italia si chiede se sia diretta verso lo stesso punto.

La domanda ha un suono familiare in Veneto, dove la casa non è soltanto un tema sociale ma un capitolo del turismo. A Venezia la pressione degli affitti brevi ha trasformato interi sestieri in macchine per dormire, e il numero dei residenti nel centro storico continua a calare mentre quello dei posti letto turistici cresce.

The Local Italy non offre cifre per il Veneto, e non ne inventiamo. Ma la cornice che descrive — affitti che seguono la domanda più ricca, residenti espulsi verso la periferia, politici che arrivano tardi — è la stessa che la stampa estera racconta da anni della laguna, prima ancora che diventasse un tema nazionale.

Vale la pena ricordare perché la Spagna è diventata il termine di paragone. Nella copertura internazionale degli ultimi mesi, le città spagnole sono state descritte come il laboratorio europeo della tensione tra affitti turistici e abitanti permanenti: Barcellona, Madrid, Siviglia, tutte con lo stesso copione di prezzi in salita e proteste in piazza. È un modello che il resto d'Europa ha studiato con disagio.

Per il Veneto la differenza è che il fenomeno non è concentrato in una metropoli. Qui la pressione arriva da tre direzioni: la laguna, le città d'arte minori come Verona e Padova, e le zone collinari del Prosecco, dove le case rurali sono diventate seconde case per acquirenti stranieri. Il risultato è una domanda diffusa che non si vede nei titoli nazionali.

La stampa estera che racconta Venezia torna spesso su un punto: la città non perde abitanti per un singolo evento, ma per un lento spostamento della funzione degli edifici, da abitazione a alloggio temporaneo. È un processo che non fa notizia giorno per giorno e che per questo è più difficile da correggere.

C'è poi la questione del lavoro. Nel Veneto dei distretti, la casa era storicamente legata alla fabbrica: si abitava vicino a dove si produceva. Oggi il costo dell'abitare spinge i lavoratori più giovani verso comuni sempre più lontani, con pendolarismo crescente e una pressione nuova sulle infrastrutture regionali, un tema che la stampa economica internazionale segue da tempo.

Il confronto con la Spagna porta con sé anche una lezione politica. Nella copertura estera, le misure spagnole sugli affitti turistici sono state presentate come una risposta tardiva a un problema già strutturato. Se l'Italia arriva a quella discussione adesso, secondo The Local Italy, lo fa con lo stesso ritardo.

Per Venezia, in particolare, c'è una differenza che nessun paragone spagnolo cattura: la città è anche patrimonio mondiale e il suo equilibrio abitativo è parte del valore che il mondo viene a vedere. Se il centro storico resta senza residenti, l'oggetto del turismo cambia natura — un tema che UNESCO e i critici d'arte internazionali hanno sollevato più volte.

La domanda che resta aperta, e che The Local Italy lascia senza risposta, è se l'Italia tratterà la casa come un'emergenza sociale o come un effetto collaterale accettabile del turismo. Nel Veneto, dove le due cose convivono nella stessa calle, la distinzione è meno netta di quanto sembri da Roma o da Madrid.

Per ora non ci sono annunci legislativi italiani riportati dalla stampa estera su questo fronte, e non ne anticipiamo. Il dispaccio di The Local Italy è un segnale di clima politico più che di provvedimenti: un riconoscimento che il problema esiste, fatto mentre si guarda altrove.

Nelle prossime settimane, se il dibattito spagnolo continuerà a fare da riferimento, sarà interessante vedere se la stampa internazionale inizierà a includere Venezia tra le città europee citate come casi di tensione abitativa. Finora la laguna è raccontata soprattutto come caso turistico; la casa è il capitolo successivo.

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