The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
World wire
Back to the edition

FRIULI-VENEZIA GIULIA

Venezia premia 'NAZA', il documentario su Gaza

Al Jazeera riferisce del Premio Speciale della Giuria; il festival chiude con 'Woman Unknown' e 'Possible Love'

Sergio Madrussan612 wordsEdition114domenica 13 settembre 2026 — Edizione № 114

Il documentario 'NAZA', dedicato a Gaza, ha vinto il Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia. Lo riferisce Al Jazeera, che ha diffuso il video dell'annuncio nella serata di sabato 12 settembre.

Il premio principale, il Leone d'Oro, è andato invece a 'Woman Unknown', dramma diretto da May el-Toukhy che segue una serva danese negli anni del secondo dopoguerra, secondo quanto riporta il New York Times. Il secondo premio è andato a 'Possible Love' di Lee Chang-dong.

La giuria ha dunque diviso i riconoscimenti tra un documentario sul conflitto in Medio Oriente e un dramma europeo ambientato nel Novecento. È una combinazione che dice qualcosa su come il festival di Venezia viene letto dalla stampa internazionale: una vetrina politica oltre che cinematografica.

Il festival si chiude dopo giorni in cui la copertura estera ha alternato premi, recensioni e polemiche. Il Guardian ha dedicato spazio a 'Scherzetto' di Mario Martone, con Toni Servillo protagonista di una storia di fantasmi napoletana, definendola «in parte spettrale, in parte sentimentale» e sottolineando come il festival «sia praticamente impensabile» senza l'attore napoletano.

Sempre il Guardian ha recensito 'The Fire Within You' di Edoardo De Angelis, dramma claustrofobico su un Natale di famiglia a Napoli, giudicandolo però carico di stereotipi. Sono due letture che mostrano come la stampa britannica guardi al cinema italiano a Venezia con un misto di familiarità e diffidenza.

Per il Friuli-Venezia Giulia, la chiusura del festival ha una coda logistica oltre che culturale. La Mostra richiama ogni anno un flusso di visitatori che, dai valichi orientali, raggiunge la laguna passando per la pianura friulana e per Trieste. Non è una novità: è il ruolo storico della regione come corridoio tra l'Europa centrale e l'Adriatico.

La regione ospita inoltre un proprio tessuto cinematografico, fatto di festival e rassegne di confine che guardano da decenni al cinema dell'Europa orientale. La vittoria di un documentario sul conflitto a Gaza e di un film danese conferma che Venezia resta una piattaforma per voci non italiane — una dimensione che il pubblico triestino conosce bene.

Al Jazeera ha dato ampio risalto al premio per 'NAZA', presentandolo come un riconoscimento a un documentario sul «genocidio» a Gaza. È una scelta lessicale che la testata qatariota usa apertamente, e che segnala come il festival venga percepito nel mondo arabo come uno spazio in cui certe posizioni possono trovare voce.

Il New York Times, dal canto suo, ha scelto di guidare con il Leone d'Oro, descrivendo 'Woman Unknown' come un dramma sulle inquietudini del dopoguerra europeo. La differenza di enfasi tra le due testate è significativa: la stessa serata di premiazione viene raccontata come una storia politica da un lato e come una storia d'autore dall'altro.

Non è la prima volta che Venezia si trova al centro di una contesa interpretativa. Il festival ha una storia lunga di edizioni in cui i premi hanno diviso la critica internazionale, e la stampa straniera tende a leggerlo come un termometro delle tensioni del momento più che come una semplice rassegna.

Per chi osserva dalla frontiera orientale, il punto non è tanto il palmarès quanto la funzione di Venezia come luogo in cui l'Italia espone al mondo le proprie scelte culturali. Una funzione che, per una regione di confine come il Friuli-Venezia Giulia, è anche un'occasione di visibilità: i percorsi che portano alla laguna passano per i suoi porti, le sue strade e le sue stazioni.

Resta da vedere quale sarà l'eco dei premi nelle prossime settimane, quando i film premiati arriveranno nelle sale. La stampa internazionale ha già fatto la sua parte: ha raccontato Venezia come un festival che, anche quest'anno, ha saputo mettere insieme cinema e politica senza troppi riguardi.

Share