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CULTURA

Venezia 2026: la giuria del cinema abbraccia tre continenti

Maggie Gyllenhaal presiede una selezione che spazia da Hong Kong all'Afghanistan, ridisegnando lo sguardo del festival sulla narrazione mondiale

Eleonora Vanzetti1,001 wordsEdition28sabato 27 giugno 2026 — Edizione № 28

La Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia ha svelato la composizione della sua giuria principale per l'edizione di quest'anno, una selezione che secondo Variety marca un allontanamento dalla tradizionale prevalenza europea. Accanto alla presidente americana Maggie Gyllenhaal figurano il maestro del cinema d'azione hongkonghese Johnnie To, la regista tunisina Kaouther Ben Hania e la cineasta afghana Shahrbanoo Sadat, insieme ad altri giurati ancora da annunciare.

La scelta rispecchia una tendenza più ampia nella programmazione dei festival europei: allargare lo sguardo critico oltre l'asse transatlantico e occidentale. Venezia, che dal 1932 si afferma come uno dei tre grandi festival europei accanto a Cannes e Berlino, ha storicamente attirato registi da ogni continente, ma la composizione della giuria — il corpo che assegna i premi più prestigiosi — rivela le priorità curatoriali di ogni edizione.

Per la cultura italiana, il festival rappresenta una vetrina internazionale cruciale. Secondo i resoconti della stampa internazionale, Venezia rimane il palcoscenico dove il cinema italiano contemporaneo si confronta con il mercato globale e dove i critici stranieri formano giudizi che circolano nei circuiti della distribuzione mondiale.

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