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LAZIO

Gyllenhaal denuncia il sessismo 'sistemico' del cinema a Venezia

La presidente della giuria del festival spiega perché solo due registe sono in lizza per il Leone d'Oro

Davide Ruspoli560 wordsEdition103giovedì 3 settembre 2026 — Edizione № 103

Maggie Gyllenhaal, presidente della giuria del Festival del Cinema di Venezia, ha dichiarato che l'industria cinematografica ha un 'problema sistemico' di sessismo. Lo riporta The Guardian, spiegando che l'attrice-regista ha affrontato il motivo per cui solo due film realizzati da registe donne sono in lizza per il Leone d'Oro.

Le dichiarazioni sono arrivate durante la cerimonia di apertura del festival, che quest'anno ha visto anche il debutto del nuovo film di Danny Boyle sugli scandali dei tabloid britannici.

Maggie Gyllenhaal, presidente della giuria del Festival del Cinema di Venezia, ha detto che l'industria cinematografica ha un 'problema sistemico' di sessismo, che spiega perché solo due registe sono in competizione per il Leone d'Oro. Lo scrive The Guardian, che ha seguito la cerimonia di apertura della manifestazione.

L'attrice-regista, intervenendo alla conferenza stampa inaugurale, ha affrontato direttamente la questione della rappresentanza femminile nella selezione del festival. Il quotidiano britannico riporta che Gyllenhaal ha parlato della necessità di riconoscere il problema alla radice, senza limitarsi a contare i numeri.

La 83ª edizione della Mostra del Cinema si è aperta mercoledì con 'Ink', il nuovo film di Danny Boyle che racconta l'ascesa del tabloid britannico The Sun. Il New York Times ha dedicato una recensione al film, descrivendolo come un ritratto degli scandali dei tabloid 'nello stile caratteristico e travolgente di Boyle'.

Per la capitale italiana, il festival di Venezia rappresenta un appuntamento centrale del calendario culturale, ma anche un termometro delle tensioni dell'industria. Roma ospita Cinecittà, gli studi dove gran parte del cinema italiano viene prodotto, e le parole di Gyllenhaal risuonano in un ambiente che la stampa estera segue con attenzione.

Il Guardian ricorda che la questione della parità di genere nel cinema è stata al centro di numerose edizioni del festival veneziano. Negli anni passati, la direttrice artistica aveva promesso maggiore attenzione alle registe, ma i numeri di quest'anno mostrano che il percorso è ancora lungo.

Gyllenhaal non è nuova a Venezia: il suo film d'esordio alla regia, 'The Lost Daughter', fu presentato in concorso e le valse una candidatura all'Oscar. La sua presenza come presidente della giuria era stata annunciata con grande attenzione dalla stampa internazionale, che ora segue le sue dichiarazioni con interesse.

Il festival di Venezia è considerato il più antico del mondo e uno dei più prestigiosi, insieme a Cannes e Berlino. La sua posizione nel calendario cinematografico, a fine estate, lo rende un crocevia per i film che puntano alla stagione dei premi, e le scelte della selezione ufficiale vengono lette come un segnale delle tendenze dell'industria.

La denuncia di Gyllenhaal arriva in un momento in cui l'industria cinematografica italiana e internazionale cerca di affrontare le disuguaglianze di genere. The Guardian osserva che la presenza di sole due registe nel concorso principale è un dato che la presidente della giuria non ha voluto ignorare, scegliendo di affrontarlo pubblicamente.

Per Roma, la questione ha un rilievo particolare: Cinecittà ha ospitato negli ultimi anni produzioni internazionali e italiane, e la città si propone come polo di attrazione per l'industria. Le parole di Gyllenhaal indicano che la parità di genere resta una sfida aperta anche per i grandi festival, che dovrebbero fungere da esempio.

Il festival veneziano prosegue fino alla cerimonia di premiazione, quando la giuria presieduta da Gyllenhaal assegnerà il Leone d'Oro. La stampa estera seguirà con attenzione non solo i film in gara ma anche le dichiarazioni della presidente, che ha scelto di usare la sua posizione per rilanciare un dibattito che l'industria non ha ancora chiuso.

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