CAMPANIA
A Venezia 'Ink' di Boyle: il tabloid e l'eco nel Sud
Il film su Rupert Murdoch apre il festival. Per Napoli, abituata a essere raccontata dagli altri, la questione è chi possiede la narrazione
Rosaria Esposito680 wordsEdition №103giovedì 3 settembre 2026 — Edizione № 103
Il Festival del Cinema di Venezia si è aperto mercoledì con 'Ink', il nuovo film di Danny Boyle che racconta l'ascesa del tabloid britannico The Sun sotto la guida di Rupert Murdoch. Lo hanno riferito The Guardian e The New York Times, che hanno seguito la premiere e le prime reazioni della critica.
Il film arriva in un momento in cui il dibattito sul ruolo dei media è più acceso che mai, e la sua eco risuona anche nel Mezzogiorno, dove le narrazioni costruite dalla stampa internazionale hanno da sempre un peso enorme sull'immagine del territorio.
Secondo The New York Times, 'Ink' ritrae l'ascesa del tabloid britannico nello stile caratteristico e vivace di Boyle, trasformando una storia di potere e scandali in uno spettacolo fatto di ritmo e invenzione visiva. Il film ha aperto la Mostra del Cinema di Venezia, uno degli appuntamenti più attesi dell'anno per l'industria cinematografica mondiale.
The Guardian ha raccontato che l'attore Guy Pearce, che interpreta Murdoch, ha dichiarato che il magnate australiano è 'molto felice' di essere stato scelto per il ruolo, anche se al momento della dichiarazione non aveva ancora visto il film. Una notizia che aggiunge un elemento di curiosità a una produzione già molto discussa.
Per il pubblico italiano, e in particolare per chi vive nel Sud, 'Ink' tocca un tema che ha risonanze profonde: il potere dei media di costruire e distruggere reputazioni. La storia del tabloid britannico, con i suoi metodi spregiudicati e la sua capacità di influenzare l'opinione pubblica, trova paralleli nel modo in cui la stampa internazionale ha raccontato per decenni Napoli e la Campania.
La città è stata a lungo descritta dai corrispondenti esteri attraverso una lente che privilegiava la criminalità, il degrado e l'emergenza. Solo negli ultimi anni, come hanno notato molte testate internazionali, questa narrazione ha cominciato a cambiare, lasciando spazio a racconti più sfaccettati che includono la rinascita culturale, il turismo e l'energia creativa della città.
Il festival di Venezia, che si tiene ogni anno nella città lagunare, è da sempre un osservatorio privilegiato su questi temi. Le immagini dell'Italia che escono dalla Mostra del Cinema contribuiscono a formare l'immaginario globale del paese, e il fatto che quest'anno si apra con un film sul potere della stampa non è privo di significato.
The Guardian ha ricordato che Danny Boyle, regista di 'Trainspotting' e 'The Millionaire', è noto per il suo stile visivamente audace e per la capacità di raccontare storie complesse con un ritmo serrato. 'Ink' promette di essere un'opera che mescola denuncia e intrattenimento, proprio come i tabloid che racconta.
La presenza di Guy Pearce nei panni di Murdoch è stata segnalata da entrambe le testate come uno degli elementi più interessanti del film. L'attore australiano, che ha costruito una carriera tra cinema d'autore e produzioni hollywoodiane, ha dichiarato di essere rimasto colpito dalla complessità del personaggio.
Per il pubblico napoletano, abituato a vedere la propria città raccontata da occhi esterni, il film offre anche un'occasione di riflessione. La storia di come un giornale possa costruire una versione della realtà che diventa dominante è una lezione che il Mezzogiorno ha imparato a proprie spese.
La critica internazionale, secondo quanto riportato da The New York Times, ha accolto il film con interesse, sottolineando la capacità di Boyle di trasformare una storia di potere in uno spettacolo popolare. Ma dietro lo spettacolo, c'è una domanda che resta aperta: chi controlla la narrazione, controlla la realtà.
Il festival di Venezia, giunto alla sua edizione numero 83, continua a essere il luogo dove il cinema internazionale si confronta con i grandi temi del presente. Quest'anno, con 'Ink' come film d'apertura, il confronto è con il potere dei media, un tema che non potrebbe essere più attuale.
