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ESTERO

Venezia chiude con il Leone d'Oro a 'Woman Unknown'

Il festival consegna il primo premio al dramma di May el-Toukhy; 'NAZA' vince il Premio Speciale della Giuria. La stampa estera legge la Mostra come specchio del mondo.

Adriana Sole727 wordsEdition114domenica 13 settembre 2026 — Edizione № 114

Il Festival del Cinema di Venezia ha assegnato il Leone d'Oro a 'Woman Unknown', il dramma diretto da May el-Toukhy che segue una serva danese negli anni inquieti del secondo dopoguerra. Lo riferisce il New York Times, che indica in 'Possible Love' di Lee Chang-dong il secondo classificato.

Al Jazeera riporta che il documentario 'NAZA', dedicato al genocidio di Gaza, ha vinto il Premio Speciale della Giuria. I due verdetti, insieme, disegnano un palmarès che la stampa internazionale legge come specchio delle tensioni globali.

Per la redazione Estero, il caso veneziano ha un valore che va oltre il cinema: la Mostra è uno dei pochi appuntamenti in cui l'Italia ospita e media il dibattito culturale e politico internazionale, e i premi assegnati vengono seguiti dalle testate di tutto il mondo.

Il New York Times e Al Jazeera offrono letture diverse dei due riconoscimenti, ma concordano nel collocare Venezia al centro della stagione cinematografica internazionale.

Lo riferisce il New York Times, secondo cui 'Possible Love' di Lee Chang-dong ha vinto il premio come secondo classificato.

Il riconoscimento a un'opera su Gaza colloca la Mostra, nella lettura della testata, tra i festival dove il cinema documenta i conflitti contemporanei.

I due verdetti, presi insieme, offrono alla stampa internazionale un palmarès che combina un dramma storico europeo e un documentario su una delle crisi più divisive del presente. È una combinazione che le testate estere leggono come segno della vocazione di Venezia a mettere in dialogo sguardi diversi.

Per la redazione Estero, il valore della notizia sta nella funzione che Venezia svolge per l'Italia: la Mostra è uno dei pochi appuntamenti in cui il paese ospita e media il dibattito culturale internazionale, e i premi assegnati vengono seguiti dalle testate di tutto il mondo.

Il festival ha un peso particolare nella copertura estera dell'Italia. Le testate straniere lo trattano come una finestra sul paese, un momento in cui registi, attori e critici di ogni provenienza si ritrovano sul Lido e il dibattito cinematografico si intreccia con quello politico.

Il New York Times, nel suo resoconto, si concentra sul film vincitore e sulla sua ambientazione nel secondo dopoguerra. Al Jazeera, dal canto suo, mette in primo piano il documentario premiato e il tema che affronta, confermando come i due premi siano letti da angolazioni diverse.

La stampa estera ha seguito la Mostra anche attraverso le recensioni delle opere in concorso. Il Guardian, nei giorni scorsi, ha pubblicato la recensione di 'Scherzetto' di Mario Martone, con Toni Servillo, descrivendolo come un'opera in parte spettrale e in parte sentimentale.

Sempre il Guardian ha recensito 'The Fire Within You' di Edoardo De Angelis, definendolo, con una certa ironia, il film più italiano in concorso. Sono segnali di come il festival venga raccontato all'estero anche attraverso i film italiani presenti.

Per la redazione Estero, il punto non è il giudizio critico sulle singole opere, ma la posizione che Venezia occupa nel calendario internazionale. I verdetti della Mostra vengono ripresi dalle agenzie e dai grandi giornali, e contribuiscono a definire l'immagine culturale dell'Italia nel mondo.

Il premio a un documentario su Gaza, in particolare, inserisce la Mostra nel dibattito internazionale su come il cinema affronta i conflitti. Al Jazeera lo presenta come un riconoscimento significativo, e la scelta della giuria viene letta come una presa di posizione nel panorama culturale globale.

Il New York Times, dal canto suo, sottolinea la dimensione europea del film vincitore, ambientato in un'Europa del dopoguerra ancora inquieta. È una lettura che colloca Venezia nel solco della tradizione dei festival che premiano opere di respiro storico.

La chiusura della Mostra segna anche la fine della stagione cinematografica estiva e l'avvio del percorso che porterà i film premiati verso altre rassegne internazionali. Le testate estere seguiranno questo passaggio, e con esso la reputazione del festival.

Per l'Italia, il ritorno internazionale della Mostra ha un valore che va oltre il cinema: è uno dei momenti in cui il paese viene raccontato dalle testate straniere per la sua capacità di ospitare un evento culturale di primo piano, in un anno in cui la copertura estera resta concentrata su temi economici e politici.

La redazione Estero riporta i verdetti come li hanno riferiti il New York Times e Al Jazeera, senza aggiungere valutazioni non presenti nelle fonti. I due premi, e le diverse letture che ne danno le testate, restano il dato centrale della giornata veneziana.

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