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CULTURA

Loznitsa contro l'UE: 'Taglio alla Biennale? Una punizione da asilo'

Il regista ucraino critica la revoca dei 2 milioni di euro per il padiglione russo

Eleonora Vanzetti540 wordsEdition103giovedì 3 settembre 2026 — Edizione № 103

Il regista ucraino Sergei Loznitsa ha criticato duramente la decisione della Commissione europea di tagliare i finanziamenti alla Biennale di Venezia per l'apertura del padiglione russo, definendola 'una punizione all'asilo'. Lo riporta il Guardian.

La revoca della sovvenzione di 2 milioni di euro ha scatenato polemiche alla vigilia del Festival del Cinema di Venezia, con Loznitsa che ha preso posizione contro la scelta di Bruxelles.

La vicenda riguarda il taglio dei fondi europei alla Biennale di Venezia, l'istituzione culturale che organizza il festival del cinema e le altre rassegne d'arte che si tengono nella città lagunare.

Secondo il Guardian, la Commissione europea ha deciso di revocare una sovvenzione di 2 milioni di euro in seguito alla decisione della Biennale di consentire l'apertura del padiglione russo, una scelta che ha sollevato polemiche in ambito internazionale.

Loznitsa, uno dei registi ucraini più acclamati a livello mondiale, ha paragonato il taglio dei fondi a 'una punizione all'asilo', criticando quella che percepisce come una risposta sproporzionata e controproducente da parte delle istituzioni europee.

La posizione del regista è particolarmente significativa: Loznitsa è noto per il suo impegno civile e per i suoi documentari che esplorano la storia e l'identità ucraina, e le sue parole portano il peso di chi vive il conflitto in prima persona.

La vicenda del padiglione russo alla Biennale aveva già suscitato dibattito nei mesi precedenti, con posizioni contrastanti tra chi chiedeva l'esclusione della Russia dalle manifestazioni culturali e chi sosteneva la necessità di mantenere aperti i canali di dialogo.

Per il mondo culturale italiano, la questione tocca un tema delicato: la Biennale di Venezia è una delle istituzioni più prestigiose del paese e i suoi rapporti con i finanziamenti europei sono cruciali per la realizzazione delle sue attività.

Il Guardian sottolinea come la critica di Loznitsa aggiunga un ulteriore livello di complessità a una vicenda già controversa, che vede contrapposte ragioni politiche e considerazioni artistiche.

La Biennale di Venezia, che comprende oltre al cinema anche mostre d'arte, architettura, danza, musica e teatro, riceve finanziamenti da diverse fonti, inclusa l'Unione europea, per sostenere i propri programmi.

La decisione della Commissione europea arriva in un momento di particolare attenzione verso la Russia e il suo ruolo nel panorama culturale internazionale, a seguito dell'invasione dell'Ucraina.

Il festival del cinema, che si sta svolgendo in questi giorni al Lido, diventa così il teatro di un confronto più ampio sul ruolo della cultura nei conflitti geopolitici e sulla libertà artistica.

Le parole di Loznitsa risuonano con particolare forza in un contesto in cui molti artisti e intellettuali ucraini hanno chiesto alla comunità internazionale di isolare culturalmente la Russia, mentre altri difendono il principio del dialogo.

Per il pubblico italiano, la vicenda apre interrogativi sul futuro dei rapporti tra le istituzioni culturali nazionali e l'Unione europea, in un momento in cui i finanziamenti comunitari sono sempre più centrali per il settore.

La Biennale non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda, secondo quanto riportato dal Guardian, mentre la Commissione europea avrebbe motivato la decisione con considerazioni legate alla situazione politica internazionale.

Il dibattito sulla presenza russa nei festival e nelle manifestazioni culturali occidentali continua a dividere l'opinione pubblica, con posizioni che riflettono le diverse sensibilità rispetto al conflitto in corso.

La Mostra del Cinema di Venezia prosegue intanto con il suo programma di proiezioni e incontri, mentre la polemica sui finanziamenti rischia di gettare un'ombra su un'edizione ricca di titoli attesi.

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