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VENETO

Venezia tra marea e turisti: la città cerca un equilibrio

Mentre Bruxelles discute la tassa sugli extraprofitti, il Veneto osserva i suoi distretti e la laguna

Tommaso Veronese853 wordsEdition123martedì 22 settembre 2026 — Edizione № 123

Il Guardian ha riferito che i governi europei hanno discusso l'imposizione di una tassa sugli extraprofitti a livello europeo per le compagnie energetiche, mentre i prezzi quasi record di carburante e gas mettono sotto pressione i leader desiderosi di contenere l'aumento. Il ministro tedesco ha affermato che le aziende stanno 'sfruttando la situazione' in Medio Oriente, secondo il quotidiano britannico.

Per il Veneto, regione di piccole imprese esportatrici e di turismo di massa, la questione si intreccia con due economie parallele: i distretti manifatturieri che assorbono energia e trasporti, e una laguna che ogni anno accoglie milioni di visitatori.

A Venezia, la città che il mondo continua a osservare, il conto energetico delle strutture ricettive e dei trasporti pubblici lagunari è una voce che i corrispondenti stranieri seguono da anni, senza che il telegrafo di oggi offra cifre specifiche sulla città.

La discussione europea resta aperta: nessuna decisione è stata presa, e le testate internazionali parlano di un dibattito in corso tra i governi, non di una misura approvata.

Il quotidiano britannico cita un ministro tedesco secondo cui le aziende stanno 'sfruttando la situazione' in Medio Oriente, e descrive i prezzi alle stelle come un problema domestico importante per i leader europei.

La notizia arriva in una settimana in cui, secondo The Local Italy, l'agenda italiana è dominata da altri temi: dalla Settimana della Moda di Milano agli scioperi dei trasporti pubblici, dai festival culturali alle proposte di legge annunciate dal governo. Il dibattito energetico europeo, però, tocca direttamente il tessuto produttivo del Nord-Est.

Il Veneto è una regione di distretti industriali diffusi: occhialeria, meccanica di precisione, abbigliamento, arredamento, vitivinicoltura. Sono imprese di piccole e medie dimensioni, energivore e orientate all'export, per le quali il costo dell'energia e della logistica è una variabile competitiva. Il telegrafo di oggi non fornisce dati specifici sul Veneto, e nessuna delle fonti straniere citate nomina la regione in relazione ai prezzi energetici.

Venezia aggiunge a questo quadro una dimensione propria. La città lagunare vive di turismo, ma anche di un sistema di trasporti pubblici acquei e di una manutenzione urbana costosi in termini energetici. Le testate internazionali che seguono la laguna hanno più volte descritto la tensione tra i ricavi del turismo e il costo di mantenere una città d'acqua, ma il telegrafo di oggi non offre elementi nuovi su questo fronte.

Il punto politico centrale, secondo il Guardian, è la ricerca di strumenti fiscali condivisi a livello europeo. Una tassa sugli extraprofitti applicata alle compagnie energetiche sarebbe, nelle intenzioni dei sostenitori, un modo per redistribuire parte dei margini straordinari maturati in una fase di prezzi elevati. I critici, che il quotidiano britannico non dettaglia, temono effetti sugli investimenti e sulla competitività.

Per l'Italia, il tema si sovrappone a un dibattito fiscale interno già in movimento. The Local Italy ha spiegato nei giorni scorsi che il bollo auto sarà eliminato per la maggior parte delle auto e dei conducenti nel 2027, una misura che ridisegna il prelievo sulla mobilità. Come sempre in questi casi, la domanda che le regioni si pongono riguarda le compensazioni: quali entrate sostituiranno quelle venute meno, e con quale criterio saranno distribuite.

Sul fronte dei trasporti, The Local Italy ha segnalato che questa settimana scioperi dei lavoratori dei trasporti locali colpiranno i passeggeri in tre regioni italiane, con altri in arrivo la settimana successiva. Il Veneto non è tra le regioni nominate nella notizia, e il dispaccio non può attribuirvi conseguenze specifiche.

Resta il quadro generale che le fonti straniere disegnano: un'Europa dove il costo dell'energia è tornato a essere un tema politico di primo piano, e dove i governi cercano risposte comuni a un fenomeno che nessuno Stato può affrontare da solo. La discussione, secondo il Guardian, è in corso e non ha ancora prodotto decisioni vincolanti.

Per una regione come il Veneto, abituata a leggere la propria economia attraverso le esportazioni e il turismo, la posta in gioco è duplice. Da un lato la competitività dei distretti, che dipende anche dal costo dell'energia. Dall'altro la sostenibilità di un modello turistico che il mondo osserva con crescente attenzione critica.

Venezia, in particolare, è da anni al centro di un dibattito internazionale sul turismo di massa e sulla tenuta ambientale della laguna. Le testate estere tornano periodicamente su questi temi, ma il telegrafo di oggi non contiene elementi nuovi sul caso veneziano, e il dispaccio non intende anticiparli.

Ciò che il telegrafo offre è invece una fotografia del dibattito europeo sull'energia: prezzi elevati, pressione sui bilanci pubblici e familiari, e la ricerca di strumenti fiscali condivisi. È un dibattito che riguarda l'Italia nel suo complesso, e il Veneto come parte di un sistema produttivo esposto ai costi energetici.

La prossima tappa sarà politica. Secondo il Guardian, i governi hanno discusso l'ipotesi ma non l'hanno adottata. Le prossime settimane diranno se la tassa sugli extraprofitti resterà un'idea in circolazione o diventerà una proposta formale della Commissione europea.

Per ora, la regione osserva. I distretti continuano a produrre e a esportare, la laguna continua ad accogliere visitatori, e il conto dell'energia resta una voce che nessuno, a Bruxelles come a Venezia, può permettersi di ignorare.

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