ESTERO
Scherzetto, Servillo e Martone dividono la stampa estera a Venezia
Il Guardian giudica il film del regista napoletano «in parte spettrale, in parte sentimentale»: la recensione internazionale come specchio dell'Italia che racconta se stessa
Adriana Sole609 wordsEdition №112venerdì 11 settembre 2026 — Edizione № 112
Il Festival del cinema di Venezia ha presentato in concorso Scherzetto di Mario Martone, l'opera in cui Toni Servillo interpreta un illustratore perseguitato dalla propria infanzia. Il Guardian, nella recensione firmata dal suo critico cinematografico, definisce il film «in parte spettrale, in parte sentimentale» e parla di una «storia di fantasmi napoletana» che Servillo — «star italiana veterana» — sostiene con la sua consueta solennità.
La recensione non è un elogio incondizionato: il quotidiano britannico descrive il film come una vicenda «indecisa», in cui la dimensione spettrale e quella sentimentale faticano a trovare un equilibrio. È un giudizio critico, non un fatto: va attribuito al Guardian e al suo recensore, non presentato come verdetto del festival.
Per la redazione Estero di La Veduta, la notizia non è il giudizio sul singolo film ma il modo in cui la stampa internazionale continua a leggere il cinema italiano come una mappa del Paese: Napoli, la memoria, la famiglia, il ritorno dei fantasmi del passato sono da anni le categorie con cui i critici stranieri interpretano la produzione italiana in concorso al Lido.
Venezia resta, per i giornali esteri, la finestra più visibile sull'Italia culturale: un luogo dove le loro recensioni diventano, di fatto, la prima bozza di quella che il mondo penserà del cinema italiano in questa stagione.
Nello stesso articolo, il Guardian nota che Servillo è ormai una presenza quasi imprescindibile al Lido: «il festival è praticamente impensabile senza di lui», scrive il quotidiano. È una osservazione che riguarda l'attore, ma dice anche qualcosa sul rapporto tra il cinema italiano e la sua vetrina veneziana.
Il film di Martone si aggiunge a una tradizione di opere italiane che la critica internazionale legge attraverso la lente della memoria familiare e del ritorno: la Napoli di Martone non è una cartolina, ma uno spazio in cui il passato torna a chiedere conto al presente.
Nella stessa edizione del festival, il Guardian ha recensito anche The Fire Within You di Edoardo De Angelis, un «Natale in famiglia surriscaldato» che porta una madre furiosa da Napoli per le vacanze, con un cappone. Il quotidiano britannico lo accusa di far «ribollire troppi stereotipi» e osserva che, se ci fosse un Leone d'Oro per il film più italiano in concorso, andrebbe proprio a De Angelis.
Le due recensioni, lette insieme, mostrano la tendenza della stampa estera a trattare il cinema italiano come un genere a sé: da un lato il film d'autore che lavora sulla memoria, dall'altro la commedia familiare napoletana che rischia di scivolare nello stereotipo. È una semplificazione, ma è la cornice con cui il pubblico internazionale si avvicina alle opere italiane.
Vale la pena ricordare che il festival di Venezia è, per la stampa internazionale, uno dei pochi appuntamenti in cui l'Italia culturale viene raccontata dalle testate estere con continuità, e non solo in occasione di crisi politiche o economiche. Questo ne fa una vetrina con un peso che va oltre il cinema.
Il giudizio del Guardian su Scherzetto non è isolato: riflette un atteggiamento ricorrente, quello di misurare il cinema italiano sulla sua capacità di raccontare il Paese senza scadere nel bozzetto. È un metro severo, ma è il metro con cui il mondo guarda l'Italia sullo schermo.
Per la redazione Estero, l'elemento da seguire nelle prossime settimane sarà la reazione complessiva della critica internazionale alle opere italiane in concorso: è da lì che si capirà se Venezia, per il cinema nazionale, resta una piattaforma di lancio o soltanto una passerella.
Il festival prosegue e le recensioni continueranno ad arrivare: La Veduta seguirà le testate estere per raccontare come il mondo giudica, di volta in volta, l'Italia che si presenta al Lido.
