CULTURA
Venezia, l'attrice iraniana Laleh Marzban minacciata dopo il discorso
Il Guardian: dopo il premio come migliore esordiente a Venezia e la dedica «alle donne dell'Iran», l'attrice affronta gravi ritorsioni
Eleonora Vanzetti680 wordsEdition №120sabato 19 settembre 2026 — Edizione № 120
Il festival del cinema di Venezia si è chiuso da pochi giorni, ma il suo strascico più duro non si misura in recensioni. Secondo il Guardian, l'attrice iraniana Laleh Marzban — vincitrice del premio come migliore esordiente per la sua interpretazione di una donna tenuta in ostaggio dal padre in Falling House — è stata oggetto di gravi attacchi dopo aver dedicato il riconoscimento «alle donne dell'Iran».
Il giornale britannico parla di condanne da parte delle autorità e di minacce serie, non di semplici polemiche sui social. È lo scenario che il mondo osserva da anni quando un artista iraniano porta sul palco del Lido una frase politica: la ribalta veneziana trasforma un gesto privato in un caso pubblico.
La notizia arriva a pochi giorni dalla chiusura della Mostra e si intreccia con la prima pagina dell'edizione gemella de La Veduta, che titola proprio sul contraccolpo iraniano al festival. Per la redazione Cultura, il caso Marzban è il secondo tempo di una storia che a Venezia si era letta come trionfo.
Nelle prossime ore la domanda che le testate straniere si pongono non riguarda la qualità del film, ma la sicurezza dell'attrice e la possibilità che altre produzioni iraniane tornino al Lido. Il Guardian non fornisce dettagli su dove si trovi Marzban né sulla natura precisa delle ritorsioni.
