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CULTURA

Venezia incorona un dramma danese, e il Lido conta le donne in concorso

Il Leone d'oro va a "Woman Unknown" di May el-Toukhy, unico lungometraggio diretto da una donna in gara. Il festival chiude con numeri da record e una domanda aperta sul suo futuro.

Tommaso Veronese613 wordsEdition117mercoledì 16 settembre 2026 — Edizione № 117

La Mostra del Cinema di Venezia ha assegnato sabato il suo primo premio a "Woman Unknown", dramma danese diretto da May el-Toukhy, che segue una domestica negli anni inquieti del secondo dopoguerra. Secondo il New York Times, si tratta dell'unico lungometraggio diretto da una donna in concorso, un dato che il festival non ha commentato pubblicamente.

Il secondo premio è andato a "Possible Love" di Lee Chang-dong, riferisce ancora il New York Times. La giuria ha premiato un cinema nordico e riflessivo, lontano dalle produzioni spettacolari che spesso dominano i palinsesti delle rassegne internazionali.

The Local Italy ha descritto il film vincitore come la storia di una donna che cerca di nascondere una relazione di guerra con un nazista. La scelta ha sorpreso parte della critica accreditata al Lido, che si aspettava un riconoscimento per titoli più discussi nei giorni precedenti.

Per Venezia la chiusura della Mostra è anche un bilancio logistico. Il Lido torna alla sua vita ordinaria, mentre la città fa i conti con un'altra stagione di visitatori concentrati in poche settimane.

Il festival resta il momento in cui la laguna viene raccontata dalla stampa culturale di tutto il mondo. Le testate straniere che seguono il concorso scrivono di cinema, ma descrivono anche una città che per undici giorni cambia volto: hotel pieni, vaporetti affollati, un'isola che si trasforma in una passerella permanente.

La domanda che la critica internazionale si porta a casa riguarda la rappresentanza. Un solo film diretto da una donna in concorso è un numero che il New York Times ha messo in evidenza, e che riporta il dibattito sul ruolo delle registe nei grandi festival europei.

Venezia non è nuova a questo tipo di scrutinio. Negli anni la Mostra ha alternato edizioni celebrate per le scelte coraggiose ad altre contestate per la composizione delle giurie e dei concorsi, e la stampa estera lo ha sempre registrato con attenzione.

Il premio a un'opera danese conferma una tendenza del cinema europeo: le storie del secondo dopoguerra, con le loro ferite morali, continuano a trovare spazio nei concorsi maggiori. È un cinema che parla di memoria, non di spettacolo, e che a Venezia ha trovato la sua vetrina.

Per il Veneto l'eredità della Mostra è duplice. Da un lato c'è il valore culturale di una rassegna che resta tra le più seguite al mondo; dall'altro il peso che undici giorni di festival hanno su una città già sotto pressione turistica per gran parte dell'anno.

Le strutture ricettive del Lido e del centro storico lavorano a pieno regime durante il festival, e la stampa estera lo nota ogni anno. Il paradosso veneziano resta lo stesso: la rassegna porta visibilità e denaro, ma accentua la pressione su spazi, trasporti e residenze.

La Mostra è anche una vetrina per il cinema italiano, che però quest'anno non ha conquistato il premio principale. Le produzioni nazionali continuano a essere presenti in concorso e nelle sezioni parallele, ma il verdetto della giuria ha premiato altrove.

Il dibattito sul futuro del festival non si chiude con la cerimonia. Le istituzioni culturali veneziane discutono da anni come distribuire meglio i flussi e come mantenere la Mostra accessibile senza trasformare il Lido in un set permanente.

La critica internazionale lascia Venezia con un verdetto chiaro e una domanda aperta. Il verdetto riguarda la qualità del cinema premiato; la domanda riguarda chi, tra le voci nuove del cinema mondiale, avrà spazio nei prossimi concorsi.

Per ora resta il dato che il New York Times ha registrato: un solo film diretto da una donna in gara, e il premio più alto assegnato proprio a quello. È un esito che il festival potrà rivendicare, ma che non scioglie il nodo della rappresentanza.

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