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FRIULI-VENEZIA GIULIA

Venezia, la Regata Storica e le donne che riscrivono l'acqua

Euronews racconta la sfilata sul Canal Grande; il Guardian dedica un progetto alle donne che trasformano i mestieri della laguna

Sergio Madrussan804 wordsEdition110giovedì 10 settembre 2026 — Edizione № 110

La Regata Storica ha riempito il Canal Grande di barche colorate, con la folla raccolta attorno al ponte di Rialto per la parata annuale e le celebrazioni remiere. Lo racconta Euronews in un servizio video, descrivendo la sfilata dei natanti storici lungo il canale principale di Venezia.

Nello stesso periodo, il Guardian ha pubblicato un progetto fotografico intitolato 'Memory of water: the women reshaping Venice', che segue donne impegnate a preservare e trasformare le tradizioni della laguna: imparano a condurre motoscafi, gareggiano nelle regate chiedendo pari riconoscimento, costruiscono imbarcazioni tradizionali e lavorano in mestieri storicamente maschili.

Le due coperture, lette insieme, dicono qualcosa che riguarda anche il Friuli-Venezia Giulia. La fascia costiera e la laguna di Grado e Marano condividono con Venezia un'economia fatta di acqua, cantieri, pesca e regate: un patrimonio in cui le competenze si trasmettono per mestiere, e in cui il ricambio generazionale è la questione vera.

Il Guardian, nella presentazione del progetto, parla di donne che non si limitano a conservare le tradizioni ma le trasformano attivamente. È una formula che descrive un cambiamento di funzione, non solo di genere: quando cambia chi pratica un mestiere, cambia anche il modo in cui il mestiere si racconta.

Euronews si sofferma sull'aspetto visivo della Regata: le imbarcazioni storiche, il percorso lungo il Canal Grande, il pubblico assiepato vicino a Rialto. È una descrizione che insiste sulla continuità — una festa che si ripete — mentre il progetto del Guardian insiste sul cambiamento. Le due letture non si contraddicono: una tradizione sopravvive solo se qualcuno la pratica.

Né Euronews né il Guardian forniscono dati sul numero di partecipanti, sulle presenze o sull'impatto economico dell'evento. Su questo non è possibile aggiungere cifre, e non lo facciamo. Quello che le fonti offrono è un ritratto: una città che mette in scena la propria acqua e, nello stesso tempo, ne rinegozia le regole.

Il tema del riconoscimento paritario nelle competizioni remiere è centrale nel progetto del Guardian. Le donne che gareggiano chiedono di essere considerate atlete a pieno titolo, non comparse di una rievocazione. È una richiesta che riguarda la struttura stessa delle regate storiche, spesso divise per categorie e con percorsi diversi.

Per la costa friulana e giuliana, questa discussione ha un'eco concreta. Le regate della laguna di Grado, le società remiere, i cantieri che riparano e costruiscono piccole imbarcazioni: sono ambienti in cui la presenza femminile è cresciuta, ma in cui le strutture associative restano spesso legate a modelli antichi. Il Guardian non parla del Friuli-Venezia Giulia, e non gli attribuiamo affermazioni che non fa.

Quello che si può dire, senza forzare le fonti, è che il modello veneziano descritto dal Guardian — donne che entrano in mestieri chiusi e ne modificano le pratiche — è osservato con attenzione in tutto l'Alto Adriatico, dove la cultura dell'acqua è condivisa e le competenze circolano lungo la costa.

C'è poi la dimensione economica. I mestieri della laguna veneziana — gondolieri, maestri d'ascia, conduttori di motoscafi — sono anche attività turistiche, e il turismo di massa è un tema che la stampa internazionale associa costantemente a Venezia. Il progetto del Guardian non affronta direttamente questo nodo, ma il contesto in cui le donne intervistate lavorano è quello di una città che vive di visitatori.

Per Trieste e per la costa regionale, la questione si pone in termini diversi ma non estranei: meno gondole, più porto e cantieri navali, ma la stessa tensione tra patrimonio e sostenibilità. La stampa specializzata di logistica e commercio guarda a Trieste come a un gateway, non come a una meta turistica. Sono due modi di stare sull'acqua che convivono nella stessa regione.

Il valore giornalistico delle due coperture sta nella loro complementarità. Euronews documenta un evento che si ripete ogni anno e che appartiene all'immaginario collettivo; il Guardian sceglie di raccontare chi, dentro quell'immaginario, sta cambiando le cose. Insieme restituiscono un'immagine di Venezia meno cartolinesca e più operativa.

Resta da capire cosa accadrà nelle prossime edizioni della Regata. Il Guardian non anticipa nulla in merito, e non è possibile prevedere se le richieste di parità nelle competizioni troveranno risposta. Quello che il progetto fotografico suggerisce è che il cambiamento è già in corso nelle pratiche quotidiane, prima che nei regolamenti.

Per una regione di confine come il Friuli-Venezia Giulia, abituata a leggere l'Adriatico come spazio di scambio e non solo di spettacolo, la lezione è che le tradizioni marittime si difendono aprendole. Chi costruisce barche, chi rema, chi porta passeggeri: sono mestieri che sopravvivono se qualcuno li sceglie, indipendentemente da chi fosse a praticarli un secolo fa.

Le immagini del Guardian parlano di acqua come memoria, ma anche come luogo di lavoro. È la stessa acqua che Euronews mostra piena di barche colorate davanti a Rialto. Tra la festa e il cantiere c'è poca distanza, e forse è proprio questa la notizia.

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