ESTERO
Venezia alza la tassa ai visitatori: fino a 50 euro per contenere il turismo di massa
Il nuovo sindaco Venturini propone di raddoppiare l'importo della controversa tassa di ingresso per i giorni di «pressione turistica elevata».
Adriana Sole1,456 wordsEdition №21sabato 20 giugno 2026 — Edizione № 21
Il nuovo sindaco di Venezia, Simone Venturini, ha annunciato l'intenzione di aumentare la controversa tassa di ingresso per i visitatori giornalieri della città lagunare fino a 50 euro durante i periodi di «pressione turistica elevata», secondo quanto riferito da The Guardian venerdì. La proposta raddoppia l'importo attuale e rappresenta un tentativo più aggressivo di scoraggiare gli arrivi nei momenti di massimo afflusso.
Venturini, descritto come un ex consigliere del turismo di destra, ha inquadrato la misura come uno strumento per proteggere l'integrità fisica e culturale di una città che accoglie milioni di visitatori ogni anno. The Guardian nota che la proposta mira specificamente ai «periodi di pressione turistica elevata», suggerendo un approccio differenziato piuttosto che una tassa flat per tutti i giorni dell'anno.
La mossa si inserisce in un contesto di crescente conflitto tra la necessità economica del turismo e il danno ambientale e culturale provocato dall'overtourism. Venezia, patrimonio dell'umanità dell'Unesco, è diventata negli ultimi decenni un caso di studio internazionale sui rischi della massificazione turistica, con conseguenze che vanno dal deterioramento strutturale dei monumenti all'erosione della popolazione residente.
La proposta di Venturini arriva in un momento in cui Venezia ha già implementato un sistema di tassa di ingresso per i visitatori giornalieri, una delle prime città europee a introdurre una misura del genere. L'aumento da 25 a 50 euro rappresenta un'escalation significativa nella strategia di gestione dei flussi turistici, con implicazioni economiche e sociali che vanno oltre la semplice raccolta di entrate.
Dal punto di vista della politica europea sulla sostenibilità urbana, Venezia rappresenta un laboratorio per soluzioni che altre città europee stanno iniziando a considerare. Barcellona, Firenze, Roma e altre destinazioni turistiche di primo piano affrontano pressioni simili, ma poche hanno adottato misure così radicali. La proposta di Venturini potrebbe diventare un precedente significativo per altre città europee che cercano di bilanciare l'accesso pubblico con la preservazione del patrimonio.
Secondo quanto riferito da The Guardian, Venturini ha inquadrato la tassa come uno strumento di protezione della città piuttosto che come una misura puramente fiscale. L'aumento proposto suggerisce un cambio di filosofia: da una tassa moderata pensata per generare entrate a una tassa punitiva pensata per ridurre effettivamente il numero di visitatori nei giorni di picco.
La struttura differenziata della proposta — con tariffe più alte durante i periodi di pressione turistica elevata — riflette una comprensione sofisticata della domanda turistica. I visitatori più sensibili al prezzo potrebbero scegliere di visitare Venezia in giorni meno affollati, mentre coloro che sono meno sensibili al prezzo continueranno a visitare la città indipendentemente dalla tassa. Questo approccio potrebbe teoricamente ridurre il sovraffollamento senza eliminare completamente i visitatori.
Tuttavia, la proposta solleva questioni di equità e accessibilità culturale. Una tassa di 50 euro rappresenta una barriera significativa per i visitatori a basso reddito, i giovani e le famiglie numerose. Secondo una prospettiva di diritti culturali, questa misura potrebbe trasformare Venezia da un patrimonio dell'umanità accessibile a tutti in una destinazione esclusiva per i visitatori più abbienti.
Dal punto di vista economico, l'aumento della tassa potrebbe avere effetti controintuitivi. Se il numero di visitatori diminuisce significativamente, anche le entrate derivanti da hotel, ristoranti, negozi e altri servizi potrebbero calare. La popolazione residente di Venezia, già in declino costante, potrebbe subire ulteriori pressioni economiche se l'industria turistica si contrae.
La proposta di Venturini si inserisce anche in un contesto di dibattito europeo più ampio sulla sostenibilità del turismo di massa. L'Unione europea ha identificato il turismo sostenibile come una priorità, e diverse città europee stanno sperimentando approcci diversi. Alcuni, come Barcellona, stanno cercando di limitare gli Airbnb e il turismo di breve termine; altri stanno aumentando le tasse; altri ancora stanno investendo in infrastrutture per distribuire meglio il carico turistico su aree meno conosciute.
Venezia presenta una sfida particolare perché la sua geografia lagunare limita intrinsecamente la capacità di distribuzione del turismo. A differenza di città più grandi, Venezia non ha quartieri periferici dove il turismo potrebbe essere reindirizzato. Tutti i visitatori convergono necessariamente verso il centro storico, creando congestione e pressione sui monumenti.
The Guardian sottolinea che la controversia sulla tassa di ingresso a Venezia è tutt'altro che nuova. La città ha sperimentato vari sistemi di tariffazione negli ultimi anni, con dibattiti costanti sulla loro efficacia e sulla loro equità. L'aumento proposto da Venturini rappresenta un'intensificazione di una strategia già esistente piuttosto che un'innovazione radicale.
Dal punto di vista della conservazione del patrimonio, tuttavia, la logica dietro la proposta è solida. Meno visitatori significano meno usura sui monumenti, meno pressione sulle infrastrutture idrauliche e meno danni ambientali. I costi di manutenzione di Venezia sono straordinariamente elevati a causa dei danni causati dall'acqua alta, dal traffico di imbarcazioni e dalla congestione turistica.
La proposta di Venturini potrebbe anche riflettere una rinnovata volontà politica di affrontare il problema dell'overtourism dopo anni di inerzia. Secondo The Guardian, il nuovo sindaco è descritto come un ex consigliere del turismo di destra, il che suggerisce che ha una comprensione diretta della dinamica tra turismo e preservazione urbana.
Guardando avanti, la proposta sarà sottoposta a consultazione pubblica e al dibattito consiliare a Venezia. È probabile che incontri resistenza sia dai commercianti che traggono profitto dal turismo di massa sia da gruppi per i diritti culturali che sostengono l'accesso universale al patrimonio. La decisione finale avrà implicazioni significative non solo per Venezia, ma per il modo in cui le città europee affrontano la sfida del turismo sostenibile nel prossimo decennio.
La misura proposta si allinea anche con una tendenza più ampia di «turismo di qualità piuttosto che di quantità» che sta guadagnando trazione in tutta Europa. Paesi come la Svizzera e l'Austria hanno da lungo tempo enfatizzato il turismo di fascia alta e sostenibile, e città come Venezia potrebbero seguire un percorso simile se la tassa aumentata viene implementata efficacemente.
