VENETO
Venezia alza la tassa sui turisti a 50 euro
Il nuovo sindaco Venturini propone di triplicare la tariffa per scoraggiare gli arrivi nei periodi di massima pressione
Tommaso Veronese789 wordsEdition №25mercoledì 24 giugno 2026 — Edizione № 25
Il nuovo sindaco di Venezia, Simone Venturini, ha annunciato l'intenzione di aumentare significativamente la tassa di ingresso per i turisti giornalieri, portandola fino a 50 euro secondo quanto riportato dal Guardian. L'ex assessore al turismo di destra sostiene che la misura mira a scoraggiare gli arrivi durante i periodi di pressione turistica elevata, quando la città lagunare affronta il carico massimo di visitatori.
La proposta rappresenta un'escalation della politica di contenimento già in atto. Venezia ha introdotto la tassa di accesso nel 2024, partendo da importi modesti, ma il nuovo sindaco intende triplicare la cifra per creare un effetto dissuasivo più marcato. L'aumento riflette la crescente frustrazione della giunta locale di fronte al fenomeno dell'overtourism, che ha trasformato la città in una meta dominata dai flussi giornalieri di visitatori.
La questione del turismo di massa a Venezia rappresenta da anni una tensione centrale nella regione. Il Veneto accoglie milioni di turisti annualmente, con Venezia come polo principale, ma il modello dei visitatori monogiornalieri crea pressioni infrastrutturali senza generare ricchezza stabile per la comunità residente.
La popolazione veneziana è crollata sotto i 250.000 abitanti, mentre i turisti giornalieri superano spesso i 100.000 in alta stagione.
La strategia di Venturini si inserisce in un dibattito internazionale più ampio sulla sostenibilità del turismo urbano. Altre città europee hanno adottato misure simili: Barcellona ha introdotto tasse per i crocieristi, Amsterdam ha limitato gli affitti brevi, Firenze ha implementato controlli sui numeri di accesso. Il Guardian ha evidenziato come la proposta veneziana sia tra le più aggressive finora, con l'obiettivo esplicito di ridurre i volumi piuttosto che raccogliere entrate.
Secondo Reuters, il dibattito sulla gestione turistica a Venezia riflette un'identità regionale più profonda. I veneziani storicamente mantengono un rapporto complesso con la terraferma: un articolo della testata britannica nota come i residenti della laguna considerino spesso tutto ciò che si trova oltre il Ponte della Libertà come 'solo campagna', sottolineando la percezione di una città separata e distinta dal resto del Veneto.
La tassa proposta colpirà principalmente i visitatori organizzati in tour giornalieri, spesso provenienti da crociere o escursioni da altre città venete come Padova e Treviso. Questi turisti rappresentano la fetta più numerosa ma meno redditizia dell'economia veneziana, poiché raramente pernottano o consumano servizi locali significativi. L'aumento potrebbe spingere molti di loro a scegliere altre destinazioni nel Veneto, con ricadute economiche sui trasporti e sui servizi di accoglienza della regione.
La proposta di Venturini arriva in un momento di particolare pressione climatica. Reuters ha riportato che l'Europa, e l'Italia in particolare, sta affrontando un'ondata di caldo record che colpisce anche il Veneto. L'aumento delle temperature potrebbe teoricamente ridurre la pressione turistica estiva, ma è più probabile che sposti i flussi verso periodi di spalla, allungando la stagione di sovraccarico.
Il sindaco ha dichiarato al Guardian che spera di implementare la nuova tariffa in modo differenziato, con tariffe più alte durante i periodi di massima pressione e riduzioni in bassa stagione. Questo modello dinamico è già stato sperimentato in altre città, ma la sua efficacia nel ridurre i volumi rimane dibattuta.
Per la comunità veneziana, la misura rappresenta un tentativo di riprendere il controllo della propria città. La popolazione residente continua a diminuire, spinta via dai prezzi degli immobili gonfiati dal turismo, dalle difficoltà di vivere in una città trasformata in museo a cielo aperto. Un aumento della tassa potrebbe contribuire a rendere Venezia meno attraente come meta monogiornaliera, almeno teoricamente creando spazi per i residenti.
Tuttavia, gli economisti del turismo sottolineano i rischi di una strategia puramente restrittiva. Se i turisti giornalieri diminuiscono significativamente senza essere sostituiti da visitatori che pernottano e spendono di più, l'economia locale potrebbe soffrire. I commercianti veneziani dipendono ancora dai flussi di visitatori, anche se di bassa qualità economica.
La proposta di Venturini dovrà affrontare il vaglio della Regione Veneto e potrebbe incontrare resistenze da parte dei gestori di attività commerciali che dipendono dal turismo di massa. Il dialogo tra il nuovo sindaco e gli stakeholder locali sarà cruciale per determinare se e come implementare l'aumento.
A livello europeo, il modello veneziano rappresenta un esperimento di grande interesse. Se la tassa riuscisse effettivamente a scoraggiare i visitatori giornalieri senza danneggiare l'economia locale, potrebbe diventare un modello per altre città lagunari e storiche europee che affrontano pressioni simili. Il Guardian e altri media internazionali continueranno a monitorare l'evoluzione della situazione veneziana come caso studio di gestione turistica sostenibile.
La decisione di Venturini riflette anche una visione più ampia della regione veneta: non più una destinazione per il turismo di massa, ma una regione di qualità, dove il turismo è integrato con l'economia locale, la cultura, il paesaggio e la sostenibilità ambientale. Questa ambizione rimane ancora lontana dalla realtà, ma il nuovo sindaco veneziano sembra determinato a provare a realizzarla.
