FRIULI-VENEZIA GIULIA
Venezia alza la tassa ai turisti: fino a 50 euro per entrare
Il nuovo sindaco Venturini vuole scoraggiare gli afflussi nei periodi di massima pressione turistica.
Sergio Madrussan706 wordsEdition №21sabato 20 giugno 2026 — Edizione № 21
Simone Venturini, il nuovo sindaco di destra di Venezia, ha annunciato venerdì l'intenzione di aumentare la tassa di ingresso per i turisti giornalieri della città lagunare fino a 50 euro (circa 43 sterline), secondo il Guardian. La proposta mira a scoraggiare gli arrivi nei periodi di «pressione turistica elevata» e a gestire il flusso di visitatori che ogni anno invade la città.
Venturini, ex consigliere del turismo, sostiene che l'aumento della tassa rappresenti uno strumento necessario per preservare Venezia dall'overtourism. La città, patrimonio dell'UNESCO, accoglie milioni di visitatori ogni anno, creando problemi di congestione, deterioramento ambientale e conflitti con la popolazione locale.
La proposta si inserisce in un dibattito europeo più ampio sulla gestione del turismo di massa nelle destinazioni storiche. Il Guardian ha documentato come altre città europee stiano cercando di bilanciare l'economia turistica con la preservazione del patrimonio culturale e la qualità della vita dei residenti.
Venezia rappresenta un caso studio emblematico di questa tensione. La città, costruita su una laguna e priva di strade automobilistiche, è particolarmente vulnerabile ai danni causati dal turismo intensivo. L'erosione delle fondamenta, l'inquinamento dell'acqua e il congestionamento dei canali sono problemi noti da decenni.
L'attuale sistema di tassa di ingresso a Venezia è stato introdotto come misura sperimentale, ma Venturini intende trasformarlo in uno strumento permanente e più efficace. L'aumento da 5 euro (la tariffa precedente) a 50 euro rappresenterebbe un cambiamento radicale nella politica di accesso alla città.
Per il Friuli-Venezia Giulia, questa decisione ha implicazioni significative. Trieste, porto commerciale e gateway verso i Balcani e l'Europa centrale, ha sviluppato negli ultimi anni un turismo crocieristico e urbano crescente. La politica veneziana di limitare l'accesso attraverso tariffe elevate potrebbe fungere da modello o da avvertimento per altre destinazioni costiere della regione.
Il porto di Trieste, a differenza di Venezia, ha mantenuto un equilibrio diverso tra funzione commerciale e turistica. Tuttavia, la crescita del turismo crocieristico nel nord dell'Adriatico pone questioni simili riguardanti la sostenibilità ambientale e l'impatto sulla comunità locale.
La proposta di Venturini riflette una visione conservatrice della gestione turistica: utilizzare il prezzo come strumento di razionamento della domanda. Secondo il Guardian, questa strategia è stata discussa in altre città europee, ma Venezia sarebbe tra le prime a implementarla su scala così ampia.
Tuttavia, la tassa elevata potrebbe avere conseguenze economiche significative. Molti operatori turistici veneziani, dagli hotel ai ristoranti, dipendono dai visitatori giornalieri. Un aumento così sostanziale della tassa potrebbe ridurre il numero di turisti e, di conseguenza, i ricavi del settore.
Il Guardian ha sottolineato come il nuovo sindaco stia cercando di posizionare questa misura come un compromesso tra la preservazione della città e il mantenimento di un'economia turistica. Tuttavia, il dibattito pubblico su questa politica rimane polarizzato, con critiche sia da parte di chi sostiene una protezione ancora più rigorosa di Venezia, sia da parte di chi teme l'impatto economico.
Nel contesto del Friuli-Venezia Giulia, la decisione veneziana rappresenta un segnale importante riguardante la sostenibilità del turismo costiero nel nord dell'Adriatico. Trieste, che ha visto crescere il turismo urbano negli ultimi anni, potrebbe trovarsi di fronte a pressioni simili e a domande analoghe sulla gestione della capacità ricettiva.
La questione della tassa d'ingresso a Venezia si interseca anche con il dibattito più ampio sulla gentrificazione e lo spopolamento delle città storiche. Secondo i dati citati dal Guardian, la popolazione di Venezia è diminuita drasticamente negli ultimi decenni, con molti residenti che si trasferiscono in terraferma per sfuggire ai costi della vita e alla congestione turistica.
Venturini ha presentato la tassa come uno strumento per «riequilibrare» Venezia a favore della popolazione locale e del patrimonio culturale. Tuttavia, rimane da vedere se questa misura sarà efficace nel raggiungere questo obiettivo o se avrà semplicemente l'effetto di ridurre i ricavi turistici senza affrontare i problemi strutturali della città.
Per il Friuli-Venezia Giulia, questa esperienza veneziana offre spunti di riflessione. La regione, che ospita sia destinazioni turistiche consolidate che aree di grande valore ambientale e culturale, potrebbe trarre insegnamenti dalla gestione veneziana del turismo di massa.
Il porto di Trieste, in particolare, rappresenta un'interfaccia complessa tra funzione commerciale internazionale e aspirazioni turistiche locali. La decisione di Venezia di utilizzare il prezzo come strumento di gestione del turismo potrebbe influenzare le politiche di altre città costiere della regione.
