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VENETO

Venezia consegna il Leone a May el-Toukhy e risponde su donne e potere

Il festival chiude con un'edizione politicamente carica: premi a registe e registi che parlano di Gaza e Ucraina

Tommaso Veronese706 wordsEdition №115lunedì 14 settembre 2026 — Edizione № 115

Il Festival del Cinema di Venezia ha assegnato il Leone d'Oro a "Woman Unknown", il dramma di May el-Toukhy su una serva danese negli anni inquieti del dopoguerra. Lo riportano il New York Times e Le Monde, che leggono il palmarès come il segno di un'edizione politicamente carica.

La regista danese-egiziana ha dedicato il premio alle "donne invisibili e senza voce", secondo quanto riporta Le Monde. Il quotidiano francese sottolinea che era l'unico lungometraggio in concorso diretto da una donna, un dato che il festival ha dovuto affrontare pubblicamente.

Il resto del palmarès conferma il tono. Ilia Khrjanovski ha vinto il Leone d'Argento e ha dedicato il riconoscimento "agli ucraini che lottano per la libertà", mentre i registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor hanno ricevuto il Premio Speciale della Giuria per un documentario sui civili uccisi dall'esercito israeliano a Gaza.

Per Venezia è la chiusura di una Mostra che la stampa internazionale ha seguito come un termometro delle fratture contemporanee, più che come una semplice rassegna cinematografica.

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