SCIENZA
Nel cranio di Ercolano, la scienza legge duemila anni di fuoco
Gli scienziati studiano una massa cerebrale vetrificata da un'eruzione del Vesuvio. Cosa rivela il tessuto preservato sotto la cenere
Rosaria Esposito784 wordsEdition №12giovedì 11 giugno 2026 — Edizione № 12
Il Times of India ha riferito che scienziati stanno analizzando una massa nera simile al vetro rinvenuta dentro il cranio di un giovane maschio dissotterrato dal Collegium Augustalium di Ercolano. La scoperta, secondo i ricercatori, suggerisce che il tessuto cerebrale non sia stato completamente distrutto dall'eruzione del Vesuvio, circa duemila anni fa, ma piuttosto vetrificato dal calore estremo.
Ercolano e la vicina Pompei subirono una devastazione analoga durante quella stessa eruzione. La preservazione di questo tessuto cerebrale rappresenta una finestra rara sulla biologia umana in condizioni catastrofiche, offrendo ai ricercatori l'opportunità di comprendere come il corpo umano reagisca a temperature estreme.
La scoperta amplia il quadro scientifico di ciò che gli scavi in Campania continuano a rivelare. Negli ultimi anni, Pompeii e Herculaneum hanno fornito reperti sempre più sofisticati — dai calchi dei corpi alle tracce molecolari — che permettono ai ricercatori di ricostruire gli ultimi istanti delle vittime e le dinamiche dell'eruzione stessa.
