CAMPANIA
L'intelligenza artificiale legge i segreti di Ercolano
Un intero rotolo carbonizzato dal Vesuvio del 79 d.C. è stato decifrato senza srotolarlo. La scoperta riapre la storia filosofica antica.
Rosaria Esposito1,247 wordsEdition №36domenica 5 luglio 2026 — Edizione № 36

Un team internazionale associato alla Vesuvius Challenge dell'Università del Kentucky ha compiuto un traguardo senza precedenti: decifrare un intero rotolo di papiro carbonizzato dall'eruzione del 79 d.C. senza mai srotolarlo. Secondo Forbes e Live Science, gli scienziati hanno utilizzato tecnologie di imaging ad alta risoluzione e intelligenza artificiale per leggere quasi cinque metri di testo continuo distribuito su venti colonne, tratto da un antico trattato filosofico.
Il rotolo proviene dalla Villa dei Papiri di Ercolano, scoperta negli anni 1750 a dieci miglia da Pompei. Finora gli studiosi avevano potuto leggere frammenti dei quasi duemila rotoli carbonizzati sepolti dall'eruzione, ma sempre ricorrendo al virtuale srotolamento delle pergamene. Questo risultato rappresenta un salto qualitativo: una lettura completa e continua di un'opera intera.
La scoperta ha implicazioni che vanno oltre l'archeologia. Per Napoli e la Campania, i siti vesuviani rimangono il principale motore di interesse scientifico e culturale mondiale. Herculaneum e Pompei attirano la copertura dei media internazionali non solo per il turismo, ma perché incarnano il valore della ricerca umanistica davanti alla catastrofe naturale.
Un team internazionale associato alla Vesuvius Challenge dell'Università del Kentucky ha compiuto un traguardo senza precedenti: decifrare un intero rotolo di papiro carbonizzato dall'eruzione del 79 d.C. senza mai srotolarlo. Secondo Forbes e Live Science, gli scienziati hanno utilizzato tecnologie di imaging ad alta risoluzione e intelligenza artificiale per leggere quasi cinque metri di testo continuo distribuito su venti colonne, tratto da un antico trattato filosofico.
Il rotolo proviene dalla Villa dei Papiri di Ercolano, scoperta negli anni 1750 a dieci miglia da Pompei. Finora gli studiosi avevano potuto leggere frammenti dei quasi duemila rotoli carbonizzati sepolti dall'eruzione, ma sempre ricorrendo al virtuale srotolamento delle pergamene. Questo risultato rappresenta un salto qualitativo: una lettura completa e continua di un'opera intera.
La metodologia combina scansioni a raggi X ad altissima risoluzione con algoritmi di apprendimento automatico addestrati a riconoscere l'inchiostro antico sui papiri. Come riporta Artnet News, il team ha evitato il rischio di danno fisico che accompagna qualsiasi tentativo di manipolazione meccanica dei rotoli. La fragilità dei materiali carbonizzati ha sempre rappresentato un ostacolo: i rotoli si sgretolano al minimo contatto.
Il contenuto del rotolo decifrato è un trattato filosofico, ma la sua identità esatta non è stata ancora resa pubblica dalle fonti internazionali consultate. Quello che emerge è che il testo è sostanziale e leggibile, non frammentario. La lettura continua permette ai classicisti di comprendere l'argomento nella sua interezza, non in spezzoni.
Per Napoli e la Campania, i siti vesuviani rimangono il principale motore di interesse scientifico e culturale mondiale. Herculaneum e Pompei attirano la copertura dei media internazionali non solo per il turismo, ma perché incarnano il valore della ricerca umanistica davanti alla catastrofe naturale. Ogni nuova scoperta rinforza la narrativa internazionale del Sud come custode di un passato straordinario.
La Vesuvius Challenge, lanciata nel 2023, è una competizione globale che offre premi in denaro a chi riesce a leggere i rotoli usando tecnologie innovative. Questa struttura ha attirato ricercatori da tutto il mondo, trasformando Ercolano in un laboratorio di eccellenza scientifica internazionale. La visibilità che la sfida genera sui media stranieri – Forbes, Live Science, Artnet – posiziona la Campania come centro di innovazione archeologica.
Il risultato avrà conseguenze per la conservazione futura. Se l'IA può leggere i rotoli senza toccarli, la priorità della ricerca cambia: non più la fragilità fisica come limite, ma la capacità computazionale come opportunità. Questo potrebbe accelerare lo studio dei quasi duemila rotoli ancora carbonizzati e largamente inesplorati.
Le fonti internazionali non forniscono dettagli sulla natura specifica del trattato decifrato, sul suo autore antico o sul significato storico delle sue idee. È probabile che questa informazione sarà resa pubblica dai ricercatori della Vesuvius Challenge in una pubblicazione scientifica, ma il timing non è stato annunciato.
La scoperta arriva in un momento in cui l'intelligenza artificiale è al centro del dibattito pubblico internazionale. Le applicazioni dell'IA ai beni culturali rimangono ancora rare e spesso controverse – si pensi alle preoccupazioni sulla proprietà intellettuale nel campo artistico. Ma nel caso di Ercolano, l'IA serve il fine conservativo: legge senza distruggere, svela senza toccare.
Per i musei e gli enti di ricerca della Campania, il riconoscimento internazionale della tecnologia applicata ai rotoli rappresenta un'opportunità di finanziamento. Le università e i centri di ricerca stranieri sono già interessati a collaborazioni. Le fonti internazionali non menzionano coinvolgimento diretto di istituzioni napoletane nella scoperta, ma il valore della ricerca rimbalza sulla reputazione regionale.
Il Vesuvio rimane il vulcano più studiato al mondo, non perché sia il più pericoloso oggi, ma perché la sua eruzione del 79 d.C. ha creato un archivio naturale straordinario. Ogni nuova tecnologia che permette di leggere questo archivio attira l'attenzione globale. Ercolano e Pompei non sono siti archeologici statici: sono laboratori viventi dove il passato parla al presente grazie a innovazioni come l'IA.
La prossima fase della ricerca dipenderà dalla capacità di finanziamento della Vesuvius Challenge e da nuovi progressi algoritmi. Le fonti internazionali suggeriscono che il team continuerà a lavorare sui rotoli rimanenti, ma non è stato annunciato un calendario specifico. Quello che è certo è che la copertura mediatica internazionale di questa scoperta amplifica la visibilità globale della Campania come territorio di eccellenza scientifica e conservazione culturale.
