VENETO
La villeggiatura italiana: un diritto conquistato, non un capriccio
Il mitico mese di pausa di agosto è stato duramente conquistato dai sindacati negli anni '60, scrive il Guardian
Tommaso Veronese863 wordsEdition №87martedì 18 agosto 2026 — Edizione № 87
La villeggiatura, il mitico mese di pausa estivo italiano, è stata duramente conquistata dai sindacati negli anni '60, quando la produttività economica era alta, e rappresenta un diritto che oggi appare in contrasto con la nostra epoca di superlavoro. Lo scrive Jamie Mackay in un articolo d'opinione pubblicato dal Guardian, che traccia le origini di questa tradizione dalla Riviera di Ponente fino alle sue radici rinascimentali.
Sulla Riviera di Ponente, incastonata tra le lussuose città resort della costa ligure, si trova la pianura di Albenga, un'area sviluppata durante il boom del dopoguerra come rifugio economico per i lavoratori delle vicine città industriali come Torino e Milano. Qui, famiglie ancora si riuniscono all'ombra degli eucalipti per giocare a carte e riposare nel caldo pomeriggio, come descrive il Guardian.
Le origini della villeggiatura risalgono al Rinascimento, quando i nobili lasciavano i loro palazzi urbani per ville di campagna, ma nel XX secolo è diventata un rito di massa. Negli anni '60, milioni di italiani consideravano la lunga pausa estiva un diritto fondamentale, grazie all'azione dei potenti sindacati dell'epoca.
