VALLE D'AOSTA
La villeggiatura italiana: un diritto conquistato che il mondo guarda con nostalgia
Il mese di pausa di agosto, nato dalla forza dei sindacati, resta un modello di equilibrio tra lavoro e vita
Camille Bréan780 wordsEdition №87martedì 18 agosto 2026 — Edizione № 87
Sulla Riviera di Ponente, tra le lussuose città resort della costa ligure, si trova la pianura di Albenga, un'area punteggiata di campeggi e bungalow che si è sviluppata durante il boom economico del dopoguerra come rifugio accessibile per i lavoratori in fuga dallo smog delle città industriali come Torino e Milano.
Il Guardian, in un articolo d'opinione di Jamie Mackay, racconta che questo angolo della riviera è rimasto un luogo dove le famiglie si riuniscono all'ombra degli eucalipti per giocare a carte, condividere picnic e dormire nel caldo pomeriggio al coro delle cicale. Sono i devoti ostinati della villeggiatura: la mitica pausa estiva di un mese dell'Italia.
Le origini della villeggiatura risalgono al Rinascimento, quando i nobili lasciavano i loro palazzi urbani per ville di campagna nelle colline, per settimane alla volta. Nel XX secolo, le classi medie e lavoratrici italiane ne fecero una propria rivendicazione, trasformando un privilegio aristocratico in un rituale di massa.
Secondo il Guardian, fu la forza dei sindacati a conquistare questo diritto, assicurando ai lavoratori italiani alcune delle ferie protette più lunghe d'Europa. Aziende come Fiat e Olivetti non solo chiudevano per la maggior parte di agosto, ma incoraggiavano attivamente i dipendenti a partire, finanziando rifugi di montagna e colonie marine per i lavoratori e i loro figli.
