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MARCHE

La villeggiatura d'agosto, un diritto conquistato che regge l'economia

Il mitico mese di pausa italiano, nato dai sindacati negli anni '60, tiene vive le coste e i distretti artigiani

Elena Marcheggiani620 wordsEdition87martedì 18 agosto 2026 — Edizione № 87

Sulla Riviera di Ponente, incastonata tra le lussuose città resort della costa ligure, si trova la pianura di Albenga. Punteggiata di campeggi e bungalow, l'area si è sviluppata durante il boom economico italiano del dopoguerra come rifugio economico per i lavoratori in fuga dallo smog delle vicine città industriali come Torino e Milano. Gran parte della costa circostante è ora data ai lidi boutique, ma questo angolo della riviera è ancora un luogo dove le famiglie si riuniscono all'ombra degli alberi di eucalipto per giocare a carte, condividere picnic e fare un pisolino nel caldo pomeriggio al coro delle cicale. Questi sono i devoti ostinati della villeggiatura: la mitica pausa estiva di un mese dell'Italia.

Le origini della villeggiatura risalgono al Rinascimento, quando i nobili lasciavano i loro palazzi urbani per ville di campagna dorate sulle colline, per settimane alla volta. Nel corso del XX secolo, tuttavia, i lavoratori italiani delle classi medie e operaie hanno fatto propria questa tradizione, trasformando un privilegio aristocratico in un rituale di massa. Negli anni '60, milioni di italiani consideravano una lunga pausa estiva un diritto fondamentale, trascorrendo le vacanze nei villaggi ancestrali, nei campeggi sul mare o persino nelle località di villeggiatura sponsorizzate dalle aziende.

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