PUGLIA
Il più grande furto di vino in Italia: 30.000 bottiglie da Cortona
Una banda ha svuotato la cantina Marchesi Antinori in Toscana. Per il vino pugliese è un avvertimento sulla sicurezza della filiera.
Francesca Lazzari629 wordsEdition №140sabato 10 ottobre 2026 — Edizione № 140
Una banda di almeno sette uomini ha fatto irruzione nella cantina Marchesi Antinori a Cortona, in provincia di Arezzo, caricando due camion con circa 30.000 bottiglie prima di fuggire. Secondo il Guardian, il valore del bottino è stimato in cinque milioni di euro, circa 4,2 milioni di sterline: si tratterebbe del più grande furto di vino mai registrato in Italia.
L'azienda ha confermato il colpo, precisando che la merce era in preparazione per una grande spedizione destinata all'esportazione. Il New York Times riferisce che gli uomini coinvolti potrebbero essere fino a dieci, mentre France 24 parla di due furgoni e fino a sei ladri: le ricostruzioni divergono, e le indagini sono in corso.
La cantina colpita è tra i nomi più noti del vino italiano nel mondo, con una storia che risale a secoli fa e una presenza consolidata nei mercati esteri. Il furto non riguarda quindi solo il valore economico: colpisce un marchio che l'Italia esporta come simbolo nazionale.
Per la Puglia, che ha costruito negli ultimi decenni una presenza crescente sui mercati internazionali con il Primitivo e il Negroamaro, il caso toscano pone una domanda pratica. La crescita dell'export aumenta il valore dello stock immagazzinato, e con esso l'esposizione a furti organizzati.
CBS News colloca il valore del bottino intorno ai 5,8 milioni di dollari. La differenza rispetto ai cinque milioni di euro indicati da altre testate riflette il cambio e le stime ancora provvisorie: al momento nessuna fonte estera conferma una cifra definitiva.
Il Guardian sottolinea che si tratta di un colpo senza precedenti per dimensioni nel settore vinicolo italiano. Furti di bottiglie pregiatte sono documentati da anni, ma riguardano in genere quantità limitate e singole annate di pregio, non interi lotti pronti per la spedizione.
La scelta del bersaglio indica una conoscenza interna della logistica: sapere quando un magazzino è pieno e pronto a partire significa conoscere i tempi commerciali dell'azienda. È un elemento che le testate internazionali evidenziano come segnale di criminalità organizzata specializzata.
Le cantine pugliesi hanno ampliato negli anni i magazzini e le capacità di stoccaggio per rispondere alla domanda estera, in particolare verso Stati Uniti, Germania e Regno Unito. Non risulta dalle fonti internazionali alcun episodio analogo nella regione, e questo va detto con chiarezza.
Il tema però riguarda l'intera filiera italiana. Il vino è tra i prodotti più contraffatti e più rubati al mondo, e la sua tracciabilità è da tempo oggetto di attenzione da parte delle autorità europee e dei consorzi di tutela.
La Puglia ha un interesse diretto nella questione: la regione è tra le prime in Italia per produzione vinicola e ha fatto dell'export una leva di crescita. La sicurezza della logistica è parte integrante di quel modello.
Le testate internazionali non riportano al momento arresti né recuperi della merce. La dinamica del furto, con l'uso di camion per trasportare un volume così elevato, suggerisce una pianificazione che richiede tempo e copertura.
Il caso arriva in un momento in cui il vino italiano vive una fase di forte domanda estera, ma anche di pressione sui costi e di concorrenza da altri paesi produttori. Un colpo di questa portata danneggia la reputazione di sicurezza dell'intero sistema.
Per i produttori pugliesi la lezione è operativa: verificare i protocolli di accesso ai magazzini, la sorveglianza e i rapporti con i partner logistici. Non c'è allarme nella regione, ma il precedente toscano è un riferimento che il settore osserverà con attenzione.
La cantina Antinori ha dichiarato di collaborare con le autorità. Le indagini sono affidate agli inquirenti italiani, e le testate estere seguiranno gli sviluppi nelle prossime settimane.
Il furto record resterà probabilmente come caso di studio per il settore: mostra quanto possa valere un magazzino pieno e quanto sia difficile proteggerlo quando la merce è pronta a partire per l'estero.
