The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
World wire
…
← Back to the edition

BASILICATA

Il più grande furto di vino in Italia: 30.000 bottiglie da Cortona

Una banda di sette-otto uomini ha svuotato la cantina Marchesi Antinori in Toscana. Il colpo vale 5 milioni di euro.

Pietro Lasorsa857 wordsEdition №140sabato 10 ottobre 2026 — Edizione № 140

Una banda di almeno sette uomini ha fatto irruzione nella cantina di Marchesi Antinori a Cortona, in provincia di Arezzo, e ha caricato due camion con circa 30.000 bottiglie di vino rosso prima di fuggire. Secondo il Guardian, il valore del bottino è stimato in 5 milioni di euro, quello che la testata britannica definisce il più grande furto del genere mai avvenuto in Italia.

La BBC riferisce che la cantina ha sede a Firenze e che il colpo è ritenuto uno dei maggiori furti di vino mai registrati nel Paese. France 24 precisa che le bottiglie erano pronte per una grande esportazione, e l'azienda ha dichiarato di credere che siano stati usati due furgoni e fino a sei ladri.

Il New York Times parla di un'azione audace, con un numero di uomini che potrebbe arrivare a dieci, e stima il valore del vino rubato in oltre 5 milioni di dollari. CBS News indica la stessa cifra in 5,8 milioni di dollari e conferma che il bersaglio era la cantina vicino a Cortona.

Il Local Italy riporta che i ladri hanno rubato bottiglie per un valore di circa 5 milioni di euro dalla rinomata cantina Marchesi Antinori. Le fonti internazionali convergono sulla scala del colpo, anche se il numero esatto dei ladri e la cifra precisa restano oggetto di stime leggermente diverse.

La notizia arriva da più parti nello stesso giorno. Il Guardian, la BBC, France 24, il New York Times, CBS News e il Local Italy hanno seguito il furto alla cantina Marchesi Antinori di Cortona, in Toscana. È raro che un episodio di criminalità rurale occupi contemporaneamente le pagine estere di tante testate, e la ragione sta nella scala: decine di migliaia di bottiglie, due camion, un valore che le fonti collocano tra i 5 e i 5,8 milioni di euro.

Il Guardian scrive che si tratta del più grande furto del genere mai avvenuto in Italia. La BBC, che cita la cantina con sede a Firenze, usa la stessa formula. France 24 aggiunge un dettaglio utile a capire il contesto: le bottiglie erano in magazzino perché si preparavano a una grande esportazione. Non è un dettaglio secondario. Significa che il vino italiano di alta gamma viaggia già come merce globale, con una domanda estera che ne sostiene il prezzo.

È qui che la storia toscana tocca la Basilicata. La regione non produce vino pregiato per l'esportazione come il Chianti o il Brunello, ma condivide con la Toscana un problema di fondo: la filiera agricola del Mezzogiorno è frammentata, poco capitalizzata e spesso incapace di difendere il valore dei propri prodotti. Un furto da milioni di euro in una cantina toscana racconta quanto valga, ormai, un'etichetta italiana all'estero. Le aziende lucane che provano a costruire marchi riconoscibili partono da una scala molto più piccola.

Il Local Italy, nella sua copertura quotidiana, ha anche pubblicato un pezzo su quanto gli scioperi incidano davvero sui viaggi in Italia. È un'altra storia, ma dice qualcosa del modo in cui la stampa estera guarda il Paese: un luogo dove le infrastrutture e la logistica sono spesso il punto debole. Un furto che richiede due camion e un piano coordinato per uscire da una cantina in provincia di Arezzo solleva domande sulla sorveglianza delle aree rurali e sulla facilità con cui merci di alto valore possono sparire.

Nessuna delle fonti internazionali nomina la Basilicata in relazione a questo furto, e La Veduta non inventa un collegamento locale che i fatti non sostengono. Il punto, per la regione, è indiretto ma reale: la Basilicata ha un'agricoltura che vale soprattutto per qualità e identità, non per volume. Se il vino italiano è ormai un bene da 5 milioni di euro per un singolo colpo, la questione della tutela del valore — marchi, tracciabilità, sorveglianza — riguarda anche le piccole produzioni del Sud.

La cantina ha dichiarato, secondo France 24, di credere che siano stati coinvolti due furgoni e fino a sei ladri. Il New York Times parla di un numero di uomini che potrebbe arrivare a dieci. Le discrepanze tra le testate non sono un dettaglio da nascondere: mostrano che le indagini sono alle prime ore e che molte informazioni restano provvisorie. Il Guardian e la BBC convergono sul fatto che si tratti di uno dei più grandi furti di vino mai registrati in Italia.

Per la Basilicata, che ha nell'agroalimentare uno dei pochi settori capaci di trattenere popolazione nelle aree interne, la lezione è doppia. Da un lato, il valore crescente dei prodotti italiani sui mercati esteri è un'opportunità. Dall'altro, un furto di questa portata ricorda che il valore va anche protetto, con logistica, controlli e organizzazione. Sono condizioni che nelle aree rurali del Sud mancano più spesso che in Toscana.

Le autorità italiane non hanno rilasciato dichiarazioni riportate dalle testate internazionali al momento della pubblicazione. La Veduta continuerà a seguire la vicenda attraverso la stampa estera. Per ora, il dato che resta è la scala: 30.000 bottiglie, due camion, un valore che supera i 5 milioni di euro. È il furto di vino più grande che l'Italia abbia mai visto, e a raccontarlo sono state le testate di mezzo mondo.

Share