LOMBARDIA
La Germania chiede all'UE il taglio dei visti turistici ai russi dopo il caso di Lipsia
Un bielorusso con visto turistico italiano è indagato per un presunto attacco all'aeroporto tedesco. Berlino ora spinge per una stretta comune.
Beatrice Comolli630 wordsEdition №105sabato 5 settembre 2026 — Edizione № 105
La Germania ha chiesto all'Unione Europea di sospendere il rilascio di visti turistici ai cittadini russi, dopo che un uomo in possesso di un visto rilasciato dall'Italia è finito sotto indagine per un presunto tentato attacco all'aeroporto di Lipsia-Halle, secondo quanto riportato dal Guardian venerdì.
Il sospettato, di nazionalità bielorussa, avrebbe ricevuto il visto turistico dall'Italia prima di essere fermato in Germania con l'accusa di preparare un attacco sabotatorio. La vicenda ha spinto Berlino a chiedere un coordinamento europeo più stretto sulla questione dei visti.
La richiesta tedesca arriva in un momento di crescente tensione tra l'UE e Mosca, con i servizi di intelligence europei che negli ultimi mesi hanno ripetutamente segnalato attività di sabotaggio riconducibili a reti legate alla Russia. Secondo il Guardian, il caso di Lipsia ha riacceso il dibattito sulla possibilità che i visti turistici vengano usati come copertura per operazioni ostili sul suolo europeo.
Per l'Italia la questione ha un rilievo particolare. Il visto in questione è stato rilasciato da una rappresentanza diplomatica italiana, un dettaglio che il governo di Roma non ha commentato ma che pesa sulla discussione europea. Il sistema dei visti Schengen, di cui l'Italia è parte, consente a chi ottiene un permesso da un paese membro di muoversi liberamente nell'intera area.
La Lombardia, con Milano come hub finanziario e sede di uno dei principali aeroporti italiani, è il punto di osservazione naturale per valutare l'impatto di una possibile stretta sui visti. Il turismo russo, un tempo presenza costante nelle vie dello shopping milanese e nelle località dei laghi di Como e Garda, si è già drasticamente ridotto dal 2022. Una sospensione dei visti turistici renderebbe quel flusso pressoché nullo.
Le agenzie di viaggio e le associazioni alberghiere lombarde avevano sperato in una ripresa graduale del turismo russo, ma le tensioni diplomatiche hanno di fatto congelato quelle prospettive. La richiesta tedesca, se accolta a livello europeo, chiuderebbe definitivamente quella porta.
Il Guardian riferisce che Berlino ha proposto di discutere la questione nella prossima riunione dei ministri degli Interni dell'UE, prevista per la fine del mese. La Germania sostiene che i visti turistici per i cittadini russi dovrebbero essere sospesi finché non saranno chiarite le dinamiche dell'attacco di Lipsia.
La posizione italiana sulla questione dei visti russi non è stata resa pubblica in modo netto. Alcuni paesi europei, tra cui gli stati baltici e la Polonia, hanno già adottato misure restrittive autonome nei confronti dei cittadini russi, mentre altri, come la Germania e l'Italia, hanno mantenuto un approccio più graduale.
Il caso di Lipsia potrebbe però cambiare gli equilibri. Secondo il Guardian, gli investigatori tedeschi ritengono che l'uomo fermato potesse avere contatti con reti di sabotaggio attive in Europa orientale. Non è chiaro se il visto italiano sia stato ottenuto attraverso canali ordinari o con documentazione falsificata.
Per Milano, città che ospita una delle comunità russe più numerose d'Italia e un tempo crocevia di affari tra l'Italia e la Russia, la vicenda ha anche implicazioni economiche. Molte aziende lombarde, attive nei settori della moda, del design e della meccanica di precisione, avevano costruito relazioni commerciali con controparti russe che oggi sono di fatto sospese.
La richiesta tedesca arriva mentre l'Italia celebra un record politico interno: il governo guidato da Giorgia Meloni è diventato il più longevo nella storia repubblicana. La gestione delle relazioni con la Russia e la posizione da assumere in sede europea sui visti rappresentano un banco di prova per la diplomazia italiana.
Il destino della proposta tedesca dipenderà dal voto dei paesi membri. Secondo il Guardian, alcuni stati del sud Europa, tra cui l'Italia, la Spagna e la Grecia, hanno storicamente mostrato riluttanza a sospendere del tutto i visti turistici per i russi, temendo ripercussioni sui flussi turistici e sugli investimenti.
Per la Lombardia, che vive di commercio internazionale e di relazioni globali, la vicenda è un promemoria di quanto la sicurezza europea e le politiche migratorie possano intersecarsi con l'economia regionale. Gli albergatori del lago di Como, che hanno visto i clienti russi sostituiti da turisti americani e mediorientali, osservano con attenzione gli sviluppi diplomatici.
