LIGURIA
La Germania chiede all'UE di tagliare i visti turistici ai russi dopo il caso del visto italiano
Un bielorusso con visto turistico emesso dall'Italia è indagato per un presunto attacco all'aeroporto di Lipsia. Berlino spinge per un giro di vite.
Marina Doria587 wordsEdition №105sabato 5 settembre 2026 — Edizione № 105
La Germania ha chiesto all'Unione Europea di sospendere il rilascio di visti turistici ai cittadini russi, dopo che un uomo bielorusso in possesso di un visto turistico emesso dall'Italia è stato indagato per un presunto tentativo di sabotaggio all'aeroporto di Lipsia-Halle. Lo ha riferito il Guardian venerdì.
La richiesta, riportata dal quotidiano britannico, arriva in un momento di crescente tensione sulla sicurezza delle infrastrutture critiche in tutta Europa. Il caso coinvolge direttamente l'Italia: il visto che ha permesso al sospettato di viaggiare era stato rilasciato dalle autorità italiane.
Berlino avrebbe chiesto alla Commissione Europea di esaminare una sospensione coordinata degli accordi sul rilascio dei visti, una misura che richiederebbe l'accordo di tutti gli Stati membri. La questione si intreccia con il dibattito più ampio sulla sicurezza alle frontiere esterne dell'UE.
La richiesta della Germania di tagliare i visti turistici ai cittadini russi ha riacceso il dibattito sulla sicurezza delle frontiere europee e sul ruolo dei singoli Stati membri nel rilascio dei visti Schengen. Secondo il Guardian, un cittadino bielorusso che avrebbe ricevuto un visto turistico emesso dall'Italia è ora indagato per un presunto tentativo di attacco all'aeroporto di Lipsia.
Il caso solleva interrogativi sulla cooperazione tra i servizi di intelligence europei e sulla capacità di monitorare chi entra nello spazio Schengen. Il visto italiano, rilasciato secondo le procedure standard, ha permesso al sospettato di muoversi liberamente all'interno dell'area di libera circolazione.
Per la Liguria la notizia ha una risonanza particolare. Genova e il suo porto rappresentano uno dei principali punti di ingresso in Italia e nel Mediterraneo occidentale. I flussi di passeggeri e merci che attraversano il porto ligure sono costantemente monitorati, ma la questione dei visti emessi dalle rappresentanze diplomatiche italiane all'estero apre un altro fronte.
Il governo tedesco, secondo il Guardian, vuole che Bruxelles consideri una sospensione coordinata dell'accordo sui visti agevolati con la Russia. Una misura di questo tipo richiederebbe tempo e un consenso che al momento appare difficile da raggiungere, dati i diversi interessi nazionali in gioco.
La presidenza di turno del Consiglio UE e la Commissione Europea non hanno ancora formalmente commentato la richiesta tedesca. Fonti diplomatiche citate dal Guardian suggeriscono che Berlino stia cercando di costruire una coalizione di paesi favorevoli alla misura prima di portarla all'ordine del giorno.
Il caso di Lipsia non è isolato. Le autorità europee hanno ripetutamente messo in guardia contro il rischio di sabotaggio alle infrastrutture critiche, dalle reti energetiche ai nodi di trasporto. L'Italia, con la sua esposizione nel Mediterraneo e i suoi porti strategici, è considerata un anello importante della catena di sicurezza continentale.
Nel porto di Genova, i controlli sui container e sui passeggeri sono stati rafforzati negli ultimi anni, anche grazie a fondi europei dedicati alla sicurezza portuale. Ma il visto rimane il primo filtro, quello che decide chi può entrare legalmente nel paese.
La richiesta tedesca arriva in un momento in cui le relazioni tra UE e Russia sono ai minimi storici. Le sanzioni economiche restano in vigore e la cooperazione in materia di visti è già stata drasticamente ridotta rispetto al periodo pre-guerra in Ucraina. Una sospensione totale dei visti turistici rappresenterebbe un ulteriore inasprimento.
I paesi baltici e la Polonia hanno già adottato misure unilaterali per limitare l'ingresso di cittadini russi. La Germania, con la sua richiesta, sembra voler allineare l'intera UE a queste posizioni più restrittive.
Per le città di frontiera e i porti come Genova, la questione ha anche un impatto pratico immediato: la gestione dei flussi, la verifica dei documenti e la cooperazione con le autorità di altri paesi Schengen. Ogni cambiamento normativo richiede adeguamenti operativi che ricadono su chi lavora ogni giorno nei terminal e negli uffici immigrazione.
Il sospettato bielorusso, secondo il Guardian, è ora al centro di un'indagine che coinvolge le autorità tedesche e che potrebbe avere sviluppi nei prossimi giorni. Non è chiaro se l'Italia sia stata formalmente coinvolta nelle indagini, dato che il visto è stato emesso dalle sue autorità consolari.
La diplomazia italiana, da Roma, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sul caso. Ma la richiesta tedesca mette il governo nella scomoda posizione di dover rispondere di un visto rilasciato in un momento in cui le procedure di controllo sono al centro dell'attenzione europea.
La partita si gioca ora a Bruxelles, dove la Commissione dovrà valutare se esistono i presupposti legali per una misura coordinata. Secondo il Guardian, la Germania vorrebbe una decisione prima dell'inverno, quando il rischio di nuovi incidenti potrebbe aumentare.
Per chi osserva dal porto di Genova, la vicenda è un promemoria della fragilità delle reti su cui si muovono persone e merci. Il Mediterraneo è una porta d'ingresso, ma anche un punto di passaggio per chi viaggia legalmente con documenti che possono rivelarsi, a posteriori, un errore di valutazione.
