LAZIO
La Germania chiede all'UE di tagliare i visti ai russi dopo il caso Leipzig
Un bielorusso con visto turistico italiano è indagato per un tentato attacco in Germania
Davide Ruspoli819 wordsEdition №105sabato 5 settembre 2026 — Edizione № 105
La Germania ha chiesto all'Unione Europea di sospendere i visti turistici per i cittadini russi dopo che un bielorusso, entrato nell'area Schengen con un visto turistico rilasciato dall'Italia, è stato indagato per un presunto tentativo di attacco all'aeroporto di Lipsia, ha riferito il Guardian.
La richiesta di Berlino arriva in un momento di crescente tensione sulla sicurezza delle frontiere europee, con i paesi dell'UE che cercano di bilanciare la pressione sui visti con le relazioni diplomatiche. Il caso ha acceso i riflettori sul ruolo dell'Italia come punto di ingresso nel blocco.
Secondo il Guardian, la Germania ha sollecitato Bruxelles a limitare i visti turistici per i cittadini russi dopo che un uomo di nazionalità bielorussa, che avrebbe ricevuto un visto turistico rilasciato dall'Italia, è stato indagato per un presunto tentato attacco all'aeroporto di Lipsia. L'episodio ha riaperto il dibattito sulla politica dei visti dell'UE verso Mosca, già oggetto di discussioni dopo l'invasione dell'Ucraina.
Il caso, riportato dal Guardian venerdì, collega direttamente l'Italia a uno degli incidenti di sicurezza più delicati in Germania negli ultimi mesi. Il visto turistico, emesso dalle autorità italiane, ha permesso all'indagato di entrare nello spazio Schengen, sollevando interrogativi sulla capacità dei singoli stati membri di controllare chi attraversa i confini europei.
Berlino avrebbe chiesto alla Commissione Europea di adottare misure coordinate per ridurre il flusso di visti turistici rilasciati ai cittadini russi, temendo che i visti possano essere usati come copertura per attività di sabotaggio. La richiesta tedesca segue un'estate di incidenti sospetti in tutta Europa, con servizi di intelligence che hanno segnalato un aumento delle attività ostili attribuite a Mosca.
Per l'Italia, la questione è particolarmente delicata. Roma ha mantenuto una posizione ambigua sui visti per i russi: da un lato, il governo ha sostenuto le sanzioni UE contro Mosca; dall'altro, ha evitato di imporre restrizioni unilaterali che potrebbero danneggiare settori come il turismo, che in alcune regioni dipende ancora dai visitatori russi.
La diplomazia italiana, osservata da vicino dalle cancellerie straniere, dovrà ora rispondere alla pressione tedesca. Secondo il Guardian, la richiesta di Berlino non è ancora stata formalizzata in una proposta legislativa, ma riflette un crescente malumore tra gli stati membri del fronte orientale e settentrionale dell'UE.
Il caso di Lipsia ha anche riacceso il dibattito sulla sicurezza dei visti rilasciati dai consolati italiani all'estero. Un visto turistico standard consente al titolare di muoversi liberamente in tutta l'area Schengen, il che significa che un errore di valutazione da parte di uno stato membro può avere conseguenze per l'intero blocco.
La Germania, che ha già rafforzato i controlli alle sue frontiere terrestri, ha chiesto un meccanismo europeo più rigoroso per la verifica dei richiedenti visti russi. Il Guardian ha riferito che Berlino vorrebbe vedere una sospensione temporanea dei visti turistici, mantenendo al contempo canali aperti per studenti, giornalisti e dissidenti.
L'Italia, da parte sua, ha insistito in passato sulla necessità di distinguere tra il governo russo e il popolo russo, una linea che ha trovato eco in alcuni ambienti diplomatici. Tuttavia, il caso del bielorusso di Lipsia potrebbe indebolire questa posizione, mostrando i rischi concreti di un approccio permissivo.
La vicenda ha anche implicazioni per la politica interna italiana. Il governo, che ha fatto della sicurezza una delle sue priorità, potrebbe trovarsi sotto pressione per spiegare come un cittadino bielorusso con un visto turistico italiano sia finito al centro di un'indagine per un potenziale attacco in Germania.
Fonti diplomatiche citate dal Guardian suggeriscono che la questione sarà discussa nelle prossime riunioni dei ministri degli Interni e degli Esteri dell'UE. Nel frattempo, i funzionari italiani dovranno rispondere alle domande dei partner europei su come i consolati italiani valutano le richieste di visto provenienti da paesi terzi.
Per Roma, la sfida è duplice: dimostrare che il sistema di emissione dei visti è sicuro, senza per questo cedere alle pressioni per una chiusura totale che potrebbe essere vista come una vittoria della linea più dura. La posizione italiana sarà cruciale per determinare se l'UE adotterà una politica comune o se lascerà spazio a iniziative nazionali.
Il Guardian ha sottolineato che la richiesta tedesca arriva in un momento di transizione per la politica di visti dell'UE, con il blocco che sta implementando nuovi sistemi di controllo biometrico alle frontiere. La combinazione di questi fattori potrebbe portare a un inasprimento significativo delle regole per i cittadini russi nei prossimi mesi.
L'Italia, con i suoi lunghi confini marittimi e il suo ruolo di porta d'ingresso nel Mediterraneo, è particolarmente esposta a queste dinamiche. Qualsiasi decisione presa a Bruxelles avrà ripercussioni dirette sui consolati italiani e sui flussi di viaggiatori che transitano per i suoi aeroporti e porti.
La vicenda di Lipsia, come riportato dal Guardian, non è ancora stata completamente chiarita: le indagini proseguono e non è chiaro se l'uomo avesse effettivamente intenzione di compiere un attacco. Ma il caso ha già avuto un effetto politico immediato, rafforzando la posizione di chi chiede una linea più dura verso Mosca.
