CULTURA
Wim Wenders porta a Venezia l'architettura di Peter Zumthor
Il regista presenta il suo documentario sul vincitore del Pritzker Prize alla Mostra
Eleonora Vanzetti580 wordsEdition №102mercoledì 2 settembre 2026 — Edizione № 102
Il regista Wim Wenders arriva alla Mostra del Cinema di Venezia con un documentario dedicato a Peter Zumthor, l'architetto svizzero vincitore del Premio Pritzker. Il film avrà la sua prima mondiale in occasione della kermesse lagunare, come ha riferito il New York Times in un'intervista al regista tedesco.
Wenders, noto per la sua capacità di esplorare il rapporto tra spazio e narrazione, ha raccontato al quotidiano americano il suo incontro con l'opera di Zumthor, un architetto la cui filosofia è profondamente legata alla materia, alla luce e al silenzio.
Il documentario di Wim Wenders su Peter Zumthor rappresenta uno degli appuntamenti più attesi della Mostra del Cinema di Venezia. Il New York Times ha dedicato un ampio spazio al progetto, intervistando il regista tedesco che ha raccontato il suo approccio al lavoro dell'architetto svizzero.
Zumthor, vincitore del Premio Pritzker nel 2009, è considerato uno dei più importanti architetti contemporanei. Le sue opere, come le Terme di Vals o il Museo Kolumba a Colonia, sono celebri per la loro capacità di integrarsi con il paesaggio e per l'attenzione quasi ossessiva ai materiali e alla luce naturale.
Wenders ha spiegato al New York Times come il suo documentario non sia una semplice biografia dell'architetto, ma un tentativo di entrare in dialogo con la sua filosofia. Il regista, che ha sempre mostrato interesse per gli spazi e per il loro significato emotivo, ha trovato in Zumthor un interlocutore ideale.
La scelta di presentare il film a Venezia non è casuale. La Mostra, che da quasi un secolo trasforma il Lido in un palcoscenico per il cinema mondiale, ha spesso ospitato opere che esplorano il confine tra cinema e altre arti visive, dall'architettura alla pittura.
Il New York Times ha ricordato come Wenders abbia già affrontato temi simili in passato, con documentari dedicati ad artisti come il fotografo Sebastião Salgado. Anche in quel caso, il regista aveva dimostrato una straordinaria capacità di tradurre in immagini il lavoro di chi opera in altri campi creativi.
L'architettura di Zumthor, con la sua ricerca di essenzialità e di armonia con l'ambiente, sembra fatta su misura per lo sguardo di Wenders. Il regista ha raccontato al quotidiano americano di aver girato il film in diversi luoghi, seguendo l'architetto nei suoi progetti più significativi, dalle Alpi svizzere ai paesaggi nordici.
Il documentario si inserisce in un programma che, come ogni anno, cerca di unire il meglio della produzione cinematografica internazionale con opere che spingono i confini del linguaggio visivo. La presenza di Wenders conferma il ruolo di Venezia come luogo di incontro tra diverse forme d'arte.
Peter Zumthor, da parte sua, ha sempre mantenuto un profilo riservato, lontano dai riflettori del mondo dell'arte contemporanea. Il suo lavoro, però, ha influenzato generazioni di architetti e ha trovato estimatori in tutto il mondo, anche nel campo del cinema.
Il film di Wenders promette di essere un'occasione per comprendere più a fondo il pensiero di un architetto che ha fatto della lentezza e della riflessione i suoi strumenti principali. In un'epoca dominata dalla velocità, il suo approccio rappresenta una forma di resistenza culturale.
La Mostra del Cinema di Venezia, con questa anteprima, conferma la sua vocazione a essere non solo un festival, ma un vero e proprio osservatorio sulle tendenze culturali del nostro tempo. Il documentario su Zumthor, come ha sottolineato il New York Times, è un esempio di come il cinema possa raccontare storie che vanno oltre lo schermo.
Il pubblico del Lido avrà così l'opportunità di vedere un'opera che unisce due grandi maestri del nostro tempo: un regista che ha fatto della visione il suo mestiere e un architetto che ha fatto della materia la sua poesia. Un incontro che promette di essere memorabile.
