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CAMPANIA

Febbre del Nilo in aumento: la Campania osserva e si prepara

L'epidemia di West Nile tiene d'occhio il Sud, tra zanzare e controlli

Rosaria Esposito580 wordsEdition90venerdì 21 agosto 2026 — Edizione № 90

L'Italia conta un numero crescente di infezioni da virus del Nilo occidentale in questo finale di agosto, e la stampa internazionale invita i viaggiatori a conoscere i sintomi e le misure di prevenzione. Lo scrive The Local Italy, che dedica un approfondimento all'epidemia in corso nel paese.

Per la Campania, la questione è di stretta attualità: la regione, con il suo clima mediterraneo e le zone umide, è tra quelle storicamente esposte alla circolazione del virus, trasmesso dalla puntura di zanzare infette.

Secondo quanto riportato da The Local Italy, i casi di febbre del Nilo occidentale in Italia sono in aumento nelle ultime settimane di agosto, con un picco atteso proprio in questo periodo dell'anno. Il virus, endemico in diverse aree del paese, viene trasmesso dalla puntura di zanzare del genere Culex, che si infettano pungendo uccelli selvatici portatori del patogeno.

La maggior parte delle persone infette non mostra sintomi, spiega la testata. In circa il 20% dei casi si manifestano febbre, mal di testa e dolori muscolari, mentre nelle forme più gravi — che colpiscono soprattutto anziani e persone con patologie preesistenti — il virus può causare encefalite o meningite.

Per la Campania, la sorveglianza è una priorità da anni. La regione, che include aree come il litorale domizio e le zone umide del Volturno, ha un piano di monitoraggio che prevede la cattura di zanzare e l'analisi dei casi umani. La stampa internazionale ha più volte segnalato la presenza del virus nel Sud Italia, anche se i numeri più alti si registrano tradizionalmente nel Nord-Est.

The Local Italy ricorda che non esiste un vaccino per il virus del Nilo occidentale e che la prevenzione si basa principalmente sulla protezione dalle punture di zanzara: repellenti, zanzariere e abiti a maniche lunghe nelle ore serali, quando le zanzare Culex sono più attive.

Per chi vive o viaggia in Campania, il consiglio degli esperti citati dalla stampa estera è di prestare attenzione soprattutto nelle aree verdi e nei pressi di corsi d'acqua, dove le zanzare trovano condizioni ideali per riprodursi. Le autorità sanitarie locali, secondo quanto riportato, hanno intensificato i trattamenti di disinfestazione nelle aree a rischio.

Il virus del Nilo occidentale è comparso in Italia per la prima volta nel 2008 e da allora si è ripresentato con cicli stagionali. La scorsa estate, secondo i dati citati dalla stampa internazionale, il paese ha registrato un numero significativo di casi, con un picco in autunno inoltrato.

Per la Campania, l'attenzione resta alta anche per il turismo: la regione accoglie ogni anno milioni di visitatori, molti dei quali provenienti da paesi dove il virus non è endemico. Le informazioni diffuse dalla stampa estera servono anche a rassicurare i viaggiatori, spiegando che il rischio di forme gravi è basso per persone sane e giovani.

Le autorità sanitarie italiane, secondo quanto riportato da The Local Italy, raccomandano di donare il sangue solo dopo un periodo di osservazione per chi ha soggiornato in aree a rischio, per prevenire la trasmissione del virus attraverso le trasfusioni. Una misura che riguarda anche i donatori campani.

Il quadro, al momento, non è drammatico: la maggior parte dei casi è lieve e si risolve senza complicazioni. Ma l'aumento delle segnalazioni in questo finale di agosto tiene alta l'attenzione, sia per i residenti sia per i turisti che scelgono la Campania per le vacanze di fine estate.

La sorveglianza, spiegano gli esperti citati dalla stampa estera, è la chiave per contenere il virus: monitorare la circolazione nelle zanzare e negli uccelli permette di intervenire prima che i casi umani si moltiplichino. Un approccio che la Campania, con la sua esperienza nel controllo delle malattie trasmesse da vettori, sta applicando anche quest'anno.

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